Elezioni, Monza e Brianza fuori dall’Europa: il leghista Dante Cattaneo spera nella Brexit, Civati a quota 8mila (ma non basta)
Europee candidati Dante Cattaneo (Lega) Pippo Civati (Europa Verde/Possibile)

Elezioni, Monza e Brianza fuori dall’Europa: il leghista Dante Cattaneo spera nella Brexit, Civati a quota 8mila (ma non basta)

La provincia di Monza e Brianza rimane senza rappresentanti a Bruxelles. Ma c’è ancora una speranza per il leghista Dante Cattaneo grazie al Regno Unito e alla Brexit. Ottomila preferenze per Pippo Civati.

Deve sperare nella Brexit Dante Cattaneo, l’ex sindaco leghista di Ceriano Laghetto che domenica ha tentato la corsa per Bruxelles. Le 16.163 preferenze ottenute nella circoscrizione Nord Ovest, di cui 7.758 in Brianza, non gli hanno consentito di staccare un biglietto per il Parlamento Europeo: potrebbe, però, essere recuperato quando gli esponenti del Regno Unito lasceranno l’assemblea. Cattaneo è il candidato brianzolo che ha raccolto il maggior numero di voti ma, considerati i pesi dei diversi partiti, non quello che è andato meglio.
Nonostante Forza Italia abbia ottenuto un quarto dei favori della Lega, la correzzanese Claudia Toso ha incassato 15.364 schede, di cui 2.924 a Monza e dintorni, che l’hanno proiettata al quinto posto tra gli azzurri nella circoscrizione. Ha fatto ancora meglio il monzese Pippo Civati, il più gettonato di Europa Verde con 8.096 preferenze di cui 818 in Brianza, che ha potuto contare solo sul traino di una formazione rimasta a livello nazionale sotto al 3%. Il pentastellato Andrea Togno si è fermato a 3.257 voti di cui 587 conquistati sul nostro territorio mentre Rosaria Lombardi di Fratelli d’Italia ne ha strappati 865 di cui 448 in Provincia.

Domenica gli elettori brianzoli hanno rispettato le tendenze nazionali enfatizzando, però, sia il trionfo del Carroccio sia la disfatta del Movimento 5 Stelle: la Lega è volata al 41,52%, quasi 30 punti in più rispetto alle Europee del 2014. Il Pd, che cinque anni fa ha conquistato il 41,42%, si è arrestato al 23,52% mentre i pentastellati si sono bloccati al 10,33% a fronte del 14,41% di cinque anni fa. Forza Italia ha incassato il 9,97%, un dato lontano dai fasti degli anni d’oro ma anche dal 16,52% del 2014 e dei consensi, attorno al 15%, ottenuti alle politiche dello scorso anno. Fratelli d’Italia ha incamerato il 5,38%, quasi il doppio del 2,73% di cinque anni fa. Più Europa si è attestata al 3,08, Europa Verde al 2,44%, La Sinistra l’1,17% mentre le altre formazioni sono rimaste sotto l’1%.

La Lega, per la prima volta nella storia, è il primo partito a Monza dove ha conquistato il 33,72% con un balzo in avanti di 12 punti abbondanti rispetto allo scorso anno e di 24,24 rispetto al 2014. Nel capoluogo il Pd è salito al 29,09% guadagnando il 3,48% rispetto al 2018: è rimasto, però, lontanissimo dal 47,21% di cinque anni fa. Forza Italia con il 10,89%, ha superato i 5 Stelle, crollati dal 19,67% delle politiche al 9,11%. Fratelli d’Italia è salito al 5,89%, +Europa è arrivata al 4,70, Europa Verde al 3,01 e La Sinistra all’1,21%.


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