Elezioni 2018, anche Civati torna a casa: «Andiamo avanti con Possibile»
Monza Conferenza Pippo Civati (Foto by Fabrizio Radaelli)

Elezioni 2018, anche Civati torna a casa: «Andiamo avanti con Possibile»

QUI #Elezioni2018 - Era candidato alla Camera per Liberi e Uguali nei collegi di Bergamo e Brescia: Giuseppe Civati ha mancato la conferma in Parlamento. Analizza la sconfitta in un post sul blog: «Campagna elettorale difficile, penalizzato dal Rosatellum. Andiamo avanti con Possibile».

Era candidato alla Camera per Liberi e Uguali nei collegi di Bergamo e Brescia: Giuseppe Civati ha mancato la conferma in Parlamento. Il risultato a livello nazionale della sinistra in generale, e di Leu in particolare, hanno pesato sull’elezione. Uguale destino della compagna di schieramento desiana Lucrezia Ricchiuti al Senato. Il leader di Possibile ha analizzato la sconfitta con un (lungo) post sul suo blog.

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«Ero molto pessimista negli ultimi giorni e purtroppo avevo ragione: il paese andava in un’altra direzione e il detto tedesco secondo il quale «dalle larghe intese si esce sempre a destra» non è mai stato così drammaticamente vero», ha scritto sotto il titolo “E il mio maestro mi insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire” prima di una digressione sulla crescita delle destre, dei 5 Stelle, del comportamento della sinistra dopo il referendum del 4 dicembre, della campagna elettorale.

«È stata una campagna elettorale difficile, che all’inizio avrebbe dovuto vedermi protagonista a Milano, collegio poi attribuito a Laura Boldrini che ringrazio particolarmente per la sua campagna elettorale, e poi sono stato «paracadutato» (nello zainetto però il paracadute non c’era) a Bergamo e Brescia, per una campagna elettorale antica, nella provincia profonda. Devo ringraziare tutti coloro che vi hanno partecipato, a cominciare da Francesca Parmigiani, perché il risultato è stato buono e la mancata elezione dipende esclusivamente dalla ripartizione dei seggi, per via del maledettissimo flipper del Rosatellum, la legge che per fare del male agli altri ha fatto male a chi l’ha concepita. Pur essendo nel novero dei resti più alti, all’interno del numero dei nostri eletti, sono rimasto fuori dalla ‘classifica’. Il risultato deludente della lista nazionale ha fatto il resto. Il collegio non era sicuro come altri, com’era stato rappresentato, e l’ho sempre saputo. Per queste ragioni mi sono dedicato esclusivamente a quella campagna, anche perché non vi era alcuno spazio a me dedicato sui media nazionali: un ritorno alle origini, potremmo dire».

E sul futuro: «La nostra discussione riprenderà agli Stati generali di Possibile in cui mettere in discussione tutto quanto, a cominciare da chi scrive: un’assemblea nazionale che convocheremo nei prossimi giorni, aperta a iscritti e a non iscritti (…) A voi tutte e tutti, con un sentimento di riconoscenza e di gratitudine, chiedo di continuare in ciò che è giusto e di aderire a Possibile per fare insieme le cose in cui crediamo. Insieme decideremo che cosa fare, per riaprire una discussione a sinistra, con tutti coloro che fossero interessati a prenderne parte. Astenersi politicisti e burocrati».


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