Ecco i “Bel net”, che ogni martedì ripuliscono Monza
Monza Attilio Tagliabue (Foto by Fabrizio Radaelli)

Ecco i “Bel net”, che ogni martedì ripuliscono Monza

Il giorno e l’ora sono sempre gli stessi: ogni martedì alle 18. Attilio Tagliabue e i suoi “Bel net” che dal quartiere Cazzaniga ripuliscono la città e i monumenti dimenticati. Con un catalogo vastissimo di rifiuti recuperati, dal parco al Lambro.

Il giorno e l’ora sono sempre gli stessi: ogni martedì alle 18. Un appuntamento fisso che è la dimostrazione dell’amore di Attilio Tagliabue per Monza e per i suoi tanti angoli verdi troppo spesso dimenticati.

«Non mi ricordo nemmeno più da quanto tempo ci troviamo per ripulire, forse quattro o cinque anni – racconta - Abbiamo iniziato in due e ci siamo trovati anche in una dozzina. Ci sono io, che sono vecchio, e ci sono giovani di venti e trent’anni. Ci siamo dati un nome: ci chiamiamo “Bel net”, come l’espressione dialettale».

Monza Attilio Tagliabue

Monza Attilio Tagliabue
(Foto by Fabrizio Radaelli)

Tagliabue ha 74 anni, è di Cazzaniga, e un’incredibile voglia di fare e raccontare. Lavora ancora per passione. Il tempo libero lo dedica alla famiglia dei Verdi: «Il nucleo storico del nostro gruppo appartiene ai Verdi monzesi, ma non è un’iniziativa di partito la nostra, chiunque voglia unirsi a noi è il benvenuto».

Sono tre le zone predilette dal team: il parco, il canale Villoresi e il Lambro. «Siamo stati anche in trasferta a Triuggio ed Agliate – continua Tagliabue - Amiamo ripulire da schifezze e rifiuti le aree naturali ma ci piace prenderci cura anche dei monumenti dimenticati della nostra città. Come la stele che ricorda le vittime delle foibe. Viene sistemata solo nel giorno del Ricordo, poi non se ne occupa più nessuno. Ci pensiamo noi. Dopotutto il nostro motto è: le pulizie non solo a primavera».

E infatti un altro appuntamento fisso per i Bel net è sempre stato il dopo Gran Premio. «Trovavamo per terra di tutto, intere casse di birra ancora intatte e cumuli di panini gettati a terra dai venditori ambulanti. Tutto quel pane lo abbiamo sempre destinato agli allevatori di maiali delle cascine tra Concorezzo e Vimercate», continua Tagliabue.

Ma le sorprese più “interessanti” le hanno riservate il corso del canale e il letto del Lambro. «Abbiamo tirato fuori di tutto, anche biciclette ancora funzionanti, che siamo riusciti a recuperare. E un passeggino da bambino un po’ malconcio che adesso usiamo come carrello per trasportare in giro i sacchi della spazzatura raccolta».

Le modalità di pulizia sono sempre le stesse. Il gruppo si trova il martedì nel tardo pomeriggio, intorno alle 18. Prima viene decisa la destinazione e poi nel giro di un’ora si pulisce tutto quel che si può. «Mediamente riempiamo almeno tre sacchi grandi della spazzatura. Poi passiamo con l’auto a ritirarli e li portiamo in discarica».

Tagliabue non si limita a raccogliere la spazzatura, capita anche che la usi per ridare nuova vita e forme originali ai materiali che sarebbero destinati alla discarica. Come i sacchetti di plastica. «Ci faccio aquiloni per i bambini e prima che si scatenasse il Covid organizzavo laboratori di riuso per le scuole».


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