Droga, la Finanza di Brescia arriva in Brianza: tre arresti
Guardia di finanza

Droga, la Finanza di Brescia arriva in Brianza: tre arresti

Ci sono tre residenti in Brianza tra la trentina di indagati dell’operazione Sottosopra della Guardia di Finanza di Brescia, coordinati dai pm della procura di Bergamo: sequestrati nel nord Italia 157 chili di droga del valore di 6 milioni di euro.

Un 32enne di Concorezzo arrestato e condotto in carcere, un 28enne albanese residente a Vimercate e una 27enne lituana cittadina di Desio. Sono i brianzoli coinvolti nell’inchiesta che venerdì mattina ha portato i militari della Guardia di Finanza di Brescia, coordinati dai pm della procura di Bergamo, a portare a termine l’operazione denominata “Sottosopra”, che ha stroncato un traffico di droga attivo in tutto il Nord Italia, gestito prevalentemente da cittadini di nazionalità albanese. Nel complesso sono stati eseguiti una trentina di arresti e posti sotto sequestro 157 chili di droga tra cocaina, hashish e marijuana proveniente dall’Albania, dalla Spagna e dall’Olanda.

Gli arresti sono stati eseguiti tra Brescia, Bergamo, Monza, Reggio Emilia e Bolzano.

Lo stupefacente, immesso sul mercato, avrebbe fruttato complessivamente almeno 6 milioni di euro. In particolare le Fiamme Gialle, hanno sequestrato circa 24 chilogrammi di cocaina, 83 chilogrammi di hashish e oltre 50 di marijuana. Dodici persone sono state arrestate in flagranza di reato durante le investigazioni. Altre sei sono risultate progressivamente destinatari di provvedimenti di “ritardato arresto”, mentre le 14 persone sono finite in carcere nei giorni scorsi.
Tra queste ultime figura anche il concorezzese, con precedenti per droga (l’ultimo dei quali risalente al 2016). Tra i suoi trascorsi giudiziari, secondo quanto riportano gli atti dell’inchiesta, risulta anche un reato di porto abusivo di armi. In questa vicenda è accusato di aver acquistato in provincia di Bergamo, circa un chilo di cocaina, in due distinte occasioni da spacciatori albanesi. Affari conclusi, secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti orobici, il 4 e il 23 dicembre 2017.


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