Digos, perquisizioni anche a Monza

per gli incidenti di Verona - Milan

Digos, perquisizioni anche a Monza  per gli incidenti di Verona - Milan

Perquisizioni anche a Monza per gli incidenti della prima di campionato di calcio tra Hellas Verona e Milan. La Digos scaligera ha chiuso un’operazione che ha visto coinvolte 24 persone.

Per gli incidenti della prima di campionato di calcio tra Verona e Milan la Digos scaligera ha chiuso una vasta operazione per risalire ai responsabili. L’operazione ha visto coinvolte, con una serie di perquisizioni (anche a Monza) e riscontri grazie alla video sorveglianza, almeno 24 persone. Sulla base delle immagini registrate dal sistema di videosorveglianza la Digos scaligera, in stretta collaborazione con quella di Milano, ha riconosciuto tra i responsabili degli scontri 24 soggetti (di cui 15 fra gli ultras dell’Hellas-Verona e 9 tra quelli milanisti) che hanno visto le loro abitazioni perquisite sulla scorta di un’ordinanza del pm di Verona Valeria Ardito.

I 24 perquisiti si aggiungono ad altri 6 ultras (quattro milanisti, due veronesi) i quali, nell’immediatezza della gara, sono stati arrestati o denunciati in stato di libertà per aver commesso analoghi reati. Come già accaduto per i primi ultras individuati, per i nuovi indagati il questore di Verona Danilo Gagliardi ha emesso il Daspo, ovvero il provvedimento di divieto di accesso allo stadio per i prossimi anni. Hanno tra i 17 ed i 50 anni gli ultras perquisiti nei giorni scorsi dalla Digos in varie località del centro-nord Italia. Quindici sono ultras dell’Hellas, tra cui undici vivono in Verona e provincia, uno a Trento, uno a Laives (Bolzano), uno a Carpi (Modena) ed uno a Prato, per altro meglio conosciuto come frequentatore della curva “Fiesole” a Firenze in virtù di un consolidato gemellaggio che lega le compagini ultrà veronesi a quelle fiorentine.

Ben 9 di questi erano finora incensurati, caratteristica giudiziaria che ha reso ancora più complesse le attività investigative avviate dalla Digos scaligera per arrivare alla loro esatta identificazione. Gli altri 6 hanno precedenti per “reati da stadio”, qualcuno era già stato denunciato per discriminazione razziale, qualcun altro per reati in materia di stupefacenti. Tre di loro sono altresì conosciuti per la loro militanza nelle locali formazioni della destra radicale. A casa di uno dei veronesi perquisiti sono stati rinvenuti un tirapugni in metallo ed una mazza in legno su cui era dipinta l’effige di Benito Mussolini.

Tra i 9 ultras milanisti solo un paio di loro abitano nella città meneghina (ma uno proviene da Andria, dove risiede anagraficamente con moglie e figli), mentre gli altri abitano a Novara, Monza, in provincia di Savona, Bergamo, Como e Roma. Solo tre milanisti erano privi di pregiudizi penali, mentre gli altri erano già stati oggetto di specifici provvedimenti comminati per reati commessi in occasione di competizioni calcistiche. Tra costoro, altresì, due risultano pregiudicati a vario titolo per reati comuni contro la persona e contro il patrimonio (rapina e contrabbando).


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