Desio, morto  lecchese ricoverato con diagnosi di polmonite per legionella
Il pronto soccorso dell'ospedale di Desio

Desio, morto lecchese ricoverato con diagnosi di polmonite per legionella

Due i casi di pazienti ricoverati negli ultimi giorni negli ospedali dell’Asst di Monza con diagnosi di polmonite per legionella. Non ce l’ha fatta uomo di 82 anni della provincia di Lecco trasferito il 6 settembre all’ospedale di Desio.

Due i casi di pazienti ricoverati negli ultimi giorni negli ospedali dell’Asst di Monza con diagnosi di polmonite per legionella. Non ce l’ha fatta un uomo di 82 anni trasferito nella giornata di giovedì 6 settembre all’ospedale di Desio in condizioni molto gravi per un arresto cardiocircolatorio. L’uomo, Antonio Mandelli, era un noto ristoratore residente a Cernusco Lombardone, in provincia di Lecco. Gli esami specifici, esclusa una genesi sia cardiaca che cerebrale, hanno evidenziato “un quadro compatibile con diagnosi di polmonite da legionella”, ha riferito l’Asst. È morto nel pomeriggio di sabato 8 settembre.

LEGGI Polmonite, morte lecchese a Desio: «Nessuna connessione con Brescia, no psicosi»

LEGGI Polmonite nel Bresciano: uomo di 29 anni ricoverato al San Gerardo di Monza

L’Asst di Monza stima in 15-20 il dato medio annuale di ricoveri per polmoniti per legionella. Le più gravi vengono trattate con Ecmo, come nel caso del 29enne bresciano trasferito a Monza il 7 settembre dopo essere stato curato all’ospedale di Gavardo. Si era presentato al pronto soccorso nella notte del 4 settembre con febbre, tosse e difficoltà a respirare che avevano portato alla rapida diagnosi di polmonite. Intubato la sera del 6 settembre, il giorno dopo è stato connesso all’Ecmo trasportato da Monza e in seguito trasferito nella Rianimazione del San Gerardo. Qui le condizioni si sono stabilizzate e prosegue la terapia.

Là i numeri fotografano una epidemia. A partire dal 2 settembre sono stati registrati nel Bresciano “235 accessi in pronto soccorso, il maggior numero nelle giornate di giovedì 6 e venerdì 7, con 196 persone attualmente ricoverate; 12 persone hanno rifiutato ricovero o sono già dimesse; 2 decessi (1 con diagnosi accertata di legionellosi); 12 casi di legionella confermata (compreso il decesso). I casi clinicamente impegnati e ricoverati in reparti di terapia intensiva sono 9”, analizza Regione Lombardia.

I comuni maggiormente interessati (almeno con 5 casi) sono: Carpenedolo, Montichiari, Asola, Remedello, Calvisano, Acquafredda, Desenzano, Isorella, Visano. Le conferme per legionellosi dei 12 casi, che si sono concentrate il 10 settembre (fino a lunedì mattina i casi confermati erano 2), orientano ulteriormente l’indagine epidemiologica verso un cluster di legionellosi.

“Prosegue pertanto la ricerca clinica sui singoli casi - ha spiegato l’assessore regionale Giulio Gallera - per avere certezza dell’agente eziologico delle polmoniti nei ricoverati con l’attività delle Asst e le strutture di ricovero dei territori più coinvolti di Ats Brescia e Ats Valpadana (alto mantovano); e le azioni di emersione dei soggetti con quadri clinici di polmonite sia attraverso l’allerta ai Ps che con la sensibilizzazione dei Medici di Medicina generale e di Continuità assistenziale”.

I soggetti interessati sono prevalentemente maschi (circa 70%), anziani o con patologie che comportano immunodepressione o fattori di rischio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA