Desio, la beffa dei buoni postali prescritti: soldi svaniti dopo dieci anni
Cassa Depositi e Prestiti dice no al rimborso dei soldi: i buoni postali dopo dieci anni vanno in prescrizione

Desio, la beffa dei buoni postali prescritti: soldi svaniti dopo dieci anni

Una donna chiede di riavere i soldi investiti nel 2007, Cassa Depositi e prestiti risponde: non è possibile, sono prescritti. Diversi casi segnalati a Federconsumatori. Tutto secondo la legge, ma intanto la gente perde i suoi soldi

«Ho sottoscritto buoni postali nel 2007 e nel gennaio scorso sono andata sono andata a chiedere delucidazioni perchè una parte del documento si era schiarito, non si leggeva. È stato allora che mi hanno detto che quei soldi non potevo più riaverli perchè i buoni sono andati in prescrizione». Così i soldi che M.V., desiana, credeva di aver messo da parte per esigenze future, convinta addirittura che quell’investimento durasse per 20 anni, non saranno più nella sua disponibilità. La donna si è rivolta a due avvocati e a Federconsumatori Monza Brianza perchè la aiutassero a farsi restituire almeno il capitale iniziale ma ha ottenuto solo risposte negative. Un problema che non riguarda solo lei, visto che l’associazione dei consumatori a cui si è rivolta sta seguendo anche altri casi in Brianza, in particolare nel Vimercatese. Federconsumatori ha inviato una lettera alla Cassa depositi e prestiti raccontando che la signora, appunto, si era recata all’ufficio postale di Seregno per incassare i buoni ma che le era stato risposto che non potevano essere liquidate perchè prescritti. A nulla è valso ricordare che al momento della sottoscrizione, nel maggio 2007 M.V. non era stata informata che quei buoni fruttavano interessi per 18 mesi e che sarebbero andati prescritti dopo 10 anni dalla scadenza. Il rimborso richiesto, infatti, è stato respinto.

La risposta di Cdp è arrivata nel giro di poche settimane: «I diritti dei titolari dei buoni fruttiferi postali si prescrivono a favore dell’emittente trascorsi dieci anni dalla data di scadenza del titolo». Le informazioni analitiche sui buoni, si legge nella lettera inviata da Roma alla sede di Federconsumatori in via Premuda a Monza, erano state affisse negli uffici postali, tutto era stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Gli obblighi di informazione, insomma, sono stati assolti secondo le indicazioni della legge. Sta di fatto che diversi piccoli risparmiatori che pensavano di aver messo al sicuro qualche somma messa da parte con sacrificio ora non solo non intascano gli interessi dell’investimento, ma hanno visto svanire anche il capitale iniziale. Sarà tutto a norma di legge ma non suona giusto per niente.


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