Dario Allevi candidato sindaco a Monza per il centrodestra: «Città abbandonata a se stessa dal centrosinistra»
Monza Dario Allevi (Foto by Fabrizio Radaelli)

Dario Allevi candidato sindaco a Monza per il centrodestra: «Città abbandonata a se stessa dal centrosinistra»

Dario Allevi è il candidato sindaco del centrosinistra per le elezioni comunali di Monza: «Città città abbandonata a se stessa negli ultimi cinque anni dal centrosinistra»

«Va bene così». A poco meno di una settimana dall’annuncio ufficiale della sua candidatura a sindaco Dario Allevi evita ogni polemica con chi, dall’interno di Forza Italia, ha cercato di sbarrargli la strada e anticipa qualche mossa della sua campagna elettorale.

La comunicazione dei segretari regionali del centrodestra è arrivata quasi due mesi dopo l’investitura che ha ricevuto il 28 dicembre da Silvio Berlusconi: l’attesa è stata lunga...
«Sono uomo di partito e conosco le dinamiche politiche: era uno dei nostri obiettivi arrivare alla fumata bianca entro la metà di febbraio e lo abbiamo centrato. Il centrodestra è composto da tre grandi formazioni: Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia che devono compiere insieme ogni percorso. In questi mesi io ho lavorato, incontrato cittadini e associazioni, costruito ponti che avrei messo a disposizione della squadra se il candidato fosse stato un altro».

Finora i vertici locali del suo partito non hanno appoggiato la sua candidura: adesso cosa accadrà?
«Loro, legittimamente, pensavano a un’altra strada e io non sono mai entrato nel dibattito: non ho risposto alle polemiche, nemmeno sui social, sia perché ero parte in causa sia perché mi hanno insegnato che le discussioni, anche quelle forti, si fanno nelle sedi giuste. Mi spiace che ci sia stato un certo dissenso, ma spero che si possa lavorare tutti insieme per costruire la squadra che ci ha permesso di vincere nel 1997 e nel 2007: dieci anni fa io ero il candidato di An ma quando la coalizione ha scelto Marco Mariani mi sono messo a sua disposizione, mi sono rimboccato le maniche e ho portato quasi mille preferenze».

Pare, però, che Pier Franco Maffè non farà parte dello schieramento di centrodestra...
«Se non dovesse correre con noi mi spiacerebbe perché con lui ho condiviso vent’anni di vita amministrativa. Il frazionamento ci creerebbe qualche problema in più ma, senza guardare in casa d’altri, anche il centrosinistra potrebbe non essere tanto compatto».

Quali saranno le proposte che caratterizzeranno il vostro programma?
«Presenteremo un programma molto chiaro e snello, non la Treccani dell’utopia, con impegni da mantenere nei primi cento giorni di mandato. Le nostre priorità saranno il ripristino della sicurezza, il recupero di una città abbandonata a se stessa negli ultimi cinque anni dal centrosinistra, azioni che possano favorire chi intende investire a Monza per creare lavoro, il welfare orizzontale, la mobilità, le manutenzioni delle scuole e delle strade».

La Lega annuncia che porrà il veto su chi ha creato problemi all’epoca della giunta Mariani...
«Con il Carroccio parliamo la stessa lingua: è scontato che nelle liste non ci saranno impresentabili. Ci saranno solo persone perbene e inattaccabili».

Ci sarà anche una lista del sindaco? E che tipo di campagna elettorale sarà?
«A breve presenteremo il logo della lista del sindaco e gli amici che la sosterranno: la nostra sarà una campagna bellissima e appassionata. Andremo nei quartieri con il sorriso a spiegare ai monzesi il nostro progetto e ad ascoltare i loro bisogni e i loro suggerimenti. Daremo a tutti la possibilità di interagire sui social perché saremo presenti sulle piazze reali e su quelle virtuali».


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