Crollati gli accessi al Pronto soccorso di Carate: dimezzati rispetto al 2020
Il Pronto soccorso di Carate

Crollati gli accessi al Pronto soccorso di Carate: dimezzati rispetto al 2020

Un crollo verticale degli accessi al pronto soccorso dell’ospedale di Carate. Sono quelli certificati e diffusi in settimana dall’Asst di Vimercate. Dai 17.113 dei primi mesi dello scorso anno si è passati ai 9.474 del 2020: praticamente dimezzati.

Un crollo verticale degli accessi al pronto soccorso dell’ospedale di Carate. Sono quelli certificati e diffusi in settimana dall’Asst di Vimercate, cui il presidio caratese fa parte. Sono stati infatti 9.474 gli accessi d’urgenza effettuati quest’anno, fra febbraio e giugno, al nosocomio caratese: nello stesso periodo del 2019 erano stati quasi il doppio, per la precisione 17.113. Stiamo parlando di una struttura abituata a registrare in periodi di “normale amministrazione”, non segnati da crisi sanitaria, come nel primo semestre di quest’anno, anche 40.000 accessi all’anno» fanno sapere dall’azienda ospedaliera vimercatese..

Ma il quadro statistico mese per mese è alquanto eloquente e testimonia la preoccupazione dei cittadini in piena emergenza Covid a transitare per il pronto Soccorso. Si passa dai 3.038 accessi di febbraio alla caduta verticale di marzo e aprile, che rispettivamente hanno fatto registrare 1.383 e 1.058 accessi. Poi la ripresa, scemata la pressione da Coronavirus, con 1.762 pazienti accettati a maggio. E quella più decisa di giugno con 2.233 accessi. Non è un ritorno corposo alla normalità (nel giugno 2019 se n’erano registrati 3.589), ma poco ci manca.

Il dato dei ricoveri da pronto soccorso testimoniano l’attenzione quasi esclusiva sui pazienti Covid positivi o sospetti tali. Nei messi di maggior pressione, marzo e aprile, sono stati complessivamente 569, con circa 28mila prestazioni da pronto soccorso. Negli stessi mesi dell’anno scorso erano stati, invece 802, con quasi 52mila prestazioni erogate.

Per quanto riguarda la codifica dei casi al triage, i numeri segnalano che su 9.474 accessi, compresi tra febbraio e giugno di quest’anno, i rossi sono stati 138, i gialli 1.844, i verdi 6.539, i bianchi 753. Nel 2019 su 17.113 accessi interessanti complessivamente lo stesso periodo preso in considerazione, i rossi erano stati 170, i gialli 2.522, i verdi 13.228, i bianchi 1.193. I mesi in cui si concentrano maggiormente i codici rossi (quelli che connotano la priorità assoluta) sono marzo (44) e aprile (36). Ridimensionato lo stress da Covid i rossi di giugno sino attestati, a giugno, a 15 casi.

Tra le problematiche maggiormente evidenziate, con la ripresa di una certa “normalità” nell’area dell’emergenza /urgenza, quelle cardiache, internistiche, chirurgiche, da trauma


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