Covid, la risposta italiana: il vaccino “monzese” inizia la sperimentazione, la Statale ne annuncia uno innovativo
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Covid, la risposta italiana: il vaccino “monzese” inizia la sperimentazione, la Statale ne annuncia uno innovativo

Il vaccino anticovid dell’Universita Bicocca con Rottapharm Biotech-Takis pronto per la fase1 sperimentazione. Un altro innovativo messo a punto dall’Università Statale di Milano, come rivelato dal preside della facoltà di Medicina in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica. Saranno la soluzione locale ai ritardi nella distribuzione dei produttori stranieri?

Il vaccino anticovid dell’Universita Bicocca con Rottapharm Biotech-Takis pronto per la fase1 sperimentazione. Un altro innovativo messo a punto dall’Università Statale di Milano: in questo caso l’annuncio è del preside della facoltà di Medicina in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.
“Stiamo per depositare il brevetto per il nostro vaccino contro il Covid - ha detto - abbiamo concluso la fase in vitro e abbiamo iniziato i test sugli animali”. In un progetto condotto dal dipartimento di Bioscienze dell’università milanese nel cui comitato scientifico figura l’ex assessore monzese Stefano Carugo, professore associato di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, e ha nel comitato etico la senatrice a vita Elena Cattaneo, che vive a Brugherio.

Quello milanese è un progetto ancora in nuce: “Una volta depositato il brevetto, cercheremo un’azienda che voglia svilupparlo e si passerà ai volontari” e quindi “se troviamo un’azienda interessata a partire subito con lo studio, entro la fine del 2021 potremmo già avere dei risultati”. Si legge nell’intervista, che specifica come “rispetto ai vaccini già prodotti potrebbe sicuramente raggiungere più facilmente le parti del mondo più povere, tagliate fuori da quelli approvati fino a oggi, perché può essere conservato più facilmente”.

Si possono comunque considerare entrambi una possibile risposta alla forte richiesta degli scienziati di una produzione locale dei vaccini per poter completare la campagna senza dipendere dalle forniture di aziende straniere. Un problema serio se si considerano ritardi delle consegne (come era successo con Pfizer) o tagli recenti annunciati (il caso di Astrazeneca) che mettono a rischio le cronotabelle delle somministrazioni. Ma anche per rispondere al virus e senza rincorrere le sue diverse varianti.

Il vaccino monzese - A Monza intanto entra nel vivo il conto alla rovescia per l’inizio della sperimentazione del vaccino italiano: si tratta della ricerca condotta da Rottapharm Biotech con Takis che, dal primo marzo, entra nella fase clinica. Sarà l’1 marzo il giorno in cui il primo volontario si sottoporrà al San Gerardo-Bicocca al trattamento con il farmaco per la Fase 1, che sarà condotta anche allo Spallanzani di Roma e all’Istituto Pascale di Napoli.


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