Covid-19, prima fase del piano vaccinale: 23mila dosi per la provincia di Monza e Brianza
Piano Vaccini anticovid Lombardia

Covid-19, prima fase del piano vaccinale: 23mila dosi per la provincia di Monza e Brianza

Presentato il piano vaccinale anticovid in Regione Lombardia: si parte nel giorno simbolico del 27 dicembre, per la prima fase previste 23mila dosi del vaccino Pfizer per la provincia di Monza e Brianza.

Inizia nel giorno simbolico del 27 dicembre la campagna vaccinale anticovid in Lombardia. Una giornata che unisce tutta l’Europa nel piano di contrasto al coronavirus. Scatta domenica per poi articolarsi dai primi giorni di gennaio con la prima fase: per la provincia di Monza e Brianza sono stati individuati 3.539 ospiti di Rsa, le residenze sanitarie assistenziali, e 19.512 operatori sanitari (totale complessivo in regione di 58.030 ospiti e 278.050 operatori). I dettagli sono stati riferiti mercoledì mattina dall’assessore regionale Giulio Gallera e il Covid manager di Regione Lombardia Giacomo Lucchini.

Dal punto di vista operativo, il 27 dicembre sono attese all’ospedale Niguarda di Milano le 324 fiale di vaccino Pfizer da cui verranno ricavate le prime 1.620 dosi da somministrare. Da Niguarda, hub centrale, partiranno con undici automediche dotate di “crio box” alla volta dei 14 siti individuati in Regione per la giornata: per la Brianza è l’ospedale San Gerardo. Una procedura che deve tenere presente le condizioni a cui deve essere conservato il vaccino che richiede “ultra freezer” - di cui ognuna delle 27 Asst lombarde è dotata – a -70 gradi.
Il vaccino Pfizer prevede un richiamo dopo 21 giorni: «Il tema del tracciamento tramite il sistema informatico è fondamentale perché tutto va fatto in maniera molto precisa e puntuale. In un primo momento utilizzeremo il nostro sistema informatico che poi si integrerà con quello definito dal commissario».

I primi ad essere vaccinati saranno: presidenti degli ordini dei medici, presidenti degli ordini degli infermieri, i rappresentati categorie degli Oss, cioè gli operatori socio-sanitari, i rappresentanti degli addetti ai servizi e alle pulizie, rappresentanti del mondo dei servizi di emergenza-urgenza: i presidenti di Anpas, Croce Bianca Milano, Croce rossa, Areu. Insomma: figure simboliche che siano da traino per il mondo che rappresentano e da loro all’intera popolazione.

«Tra i rappresentanti degli Oss, per Milano la signora Adele Gelfo, impegnata nel reparto Covid dell’ospedale Niguarda e la signora Grazia Presta, addetta alle pulizie, sempre al reparto Covid del Niguarda», ha detto Gallera. Fra i primi a vaccinarsi, continua l’assessore, anche i noti virologi Fabrizio Pregliasco, Massimo Galli dell’ospedale Sacco di Milano, il professor Alberto Zangrillo del San Raffaele, la dottoressa Annalisa Malara, l’anestesista che individuò il paziente 1 di Codogno e il professor Raffaele Bruno di Pavia.

Per la fase operativa della somministrazione dei vaccini in Regione Lombardia sono state individuate 65 strutture hub in base alla copertura geografica, al numero di operatori disponibili e agli ospiti presenti nelle strutture sanitarie e sociosanitarie, oltre alla valutazione degli spazi per la conservazione del vaccino (disponibili o in approvvigionamento) e alla condivisione delle relative procedure.

Il totale per la prima fase è di 336.076 vaccinandi, la maggior parte individuati tra ospiti di Rsa e poi di operatori sanitari.

«L’80% dei medici e degli infermieri aderiscono alla campagna vaccinale», ha sottolineato l’assessore, quindi una adesione «molto alta».
Dopo le 1.620 dosi del 27 dicembre, «tra fine dicembre e i primi di gennaio inizierà ad arrivare la fornitura sostanziale per consentire la vaccinazione a tutti i cittadini» secondo le priorità individuate.


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