Coronavirus, in che fascia di rischio è la Lombardia? Misure in vigore da venerdì. Fontana protesta: «Decisioni su dati vecchi»
Attilio fontana con mascherina

Coronavirus, in che fascia di rischio è la Lombardia? Misure in vigore da venerdì. Fontana protesta: «Decisioni su dati vecchi»

Alle 18 di mercoledì, con il dpcm in vigore da giovedì 5 novembre, non si hanno ancora notizie certe su quale fascia di rischio comprenderà la Lombardia. Per le zone rosse provvedimenti in vigore da venerdì 6 novembre. Il presidente Fontana: «Da nostre informazioni l’ultima valutazione sarebbe su dati di dieci giorni fa, è inaccettabile».

Ci si può spostare dal proprio Comune di residenza? Mio figlio che frequenta la seconda media giovedì sarà a casa? Ma il mercato settimanale ci sarà? Chiudo il bar alle 18, domani riapro o no? Sono solo alcune delle domande che si stanno ripetendo dopo la firma del dpcm del 3 novembre che divide l’Italia in tre fasce di rischio con relative misure restrittive per limitare la diffusione del coronavirus. L’ultima notizia da fonti del ministero della Salute vorrebbe il dpcm in vigore dalla mezzanotte del 5 novembre, quindi subito attive le limitazioni di spostamento dalle 22 alle 5, ma con le restrizioni per le zone rosse in vigore da venerdì 6 novembre 2020.

«Tutte le nuove misure previste dall’ultimo Dpcm - quelle riservate alle aree gialle, arancioni e rosse - saranno in vigore a partire da venerdì 6 novembre», ha spiegato Palazzo Chigi (una conferenza stampa di Giuseppe Conte annunciata per le 20.20 di mercoledì 4 novembre) sottolineando che «lo ha deciso il governo per consentire a tutti di disporre del tempo utile per organizzare le proprie attività».

Il nuovo documento nazionale prevede che sia il ministero della Sanità a decidere a quali fasce di rischio appartengono le regioni. Ma alle 18 di mercoledì non c’erano ancora notizie certe per la Lombardia. Sarà zona rossa come vogliono le indiscrezioni? È probabile ma non è ancora certo, anche perché il presidente della Regione Attilio Fontana ha protestato sottolineando che i dati che avrebbero deciso la mappa cromatica nazionale sarebbero vecchi.

«Facciamo chiarezza - ha scritto Fontana su Facebook - Da nostre informazioni, l’ultima valutazione della Cabina di Monitoraggio del CTS con l’analisi dei 21 parametri risale a circa 10 giorni fa. Ciò è inaccettabile. Le valutazioni devono essere fatte sulla base di dati aggiornati ad oggi, tenendo conto delle restrizioni già adottate in Lombardia, dei sacrifici già fatti dai lombardi in questi 10 giorni per contenere la diffusione del virus, e dai quali registriamo un primo miglioramento. Sto insistendo affinché, prima che si stabilisca il collocamento della Lombardia, i dati vengano aggiornati».

I dati risalirebbero quindi ai giorni intorno al weekend del 25 ottobre, poco dopo l’entrata in vigore dell’ordinanza regionale del coprifuoco e della didattica a distanza alle superiori. Giorni in cui la curva era già nettamente in crescita, c’era la metà dei ricoveri attuali in terapia intensiva, si è registrato il record brianzolo di +1.362 casi del 27 ottobre. Giovanni Rezza del Comitato Tecnico Scientifico commentando i dati del 4 novembre ha parlato di «Trend in fase stabile ma su numeri alti»

Fontana ha spiegato anche che «è entrato in vigore il nuovo Dpcm che regolamenta le azioni per il contenimento del Covid, territorio per territorio, sulla base di 21 indicatori tecnici analizzati dal Comitato Tecnico Scientifico nazionale. Ora è un’ordinanza del Ministero della Salute, non dell’amministrazione regionale, che, sempre sulla base della valutazione dei dati da parte del Cts, deve stabilire in quale fascia si trovi ogni Regione: Gialla, Arancione o Rossa, con i conseguenti diversi livelli restrittivi. Fino a questo momento non ci è stato comunicato niente dal Governo e non sappiamo in quale ‘Fascia’ la Lombardia si collochi».


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