Coronavirus: la situazione di domenica 15 marzo. Gallera: 252 morti, 602 ricoverati e 1.587 positivi in più in Lombardia. Coinvolte le strutture accreditate, tra cui il Policlinico di Monza. Crescono meno le richieste di terapia intensiva, che ora dispone di 1200 posti. Altri posti in allestimento al San Gerardo. In Brianza 339 positivi, 115 in più
Giulio Gallera

Coronavirus: la situazione di domenica 15 marzo. Gallera: 252 morti, 602 ricoverati e 1.587 positivi in più in Lombardia. Coinvolte le strutture accreditate, tra cui il Policlinico di Monza. Crescono meno le richieste di terapia intensiva, che ora dispone di 1200 posti. Altri posti in allestimento al San Gerardo. In Brianza 339 positivi, 115 in più

Il nuovo bollettino regionale del coronavirus dell’assessore alla Sanità Giulio Gallera parla ancora di contagi in crescita, anche se la richiesta di terapia intensiva cresce in maniera inferiore rispetto agli ultimi giorni. Per la rianimazione recuperati 1200 posti recuperando un margine in più rispetto alle necessità. Coinvolte le strutture ospedaliere private accreditate, tra queste anche il Policlinico di Monza

I numeri fanno ancora impressione: 1218 morti (più 252 rispetto a ieri), 13.272 contagiati (più 1587). In ospedale ci sono quasi 5mila persone ma crescono meno quelli che hanno bisogno di terapia intensiva.La Lombardia sta facendo di tutto per attrezzarsi e fare fronte alle sempre crescenti emergenze dovute al contagio del coronavirus. Lo ha ribadito l’assessore regionale Giulio Gallera che ha spiegato quali nuove risorse sono state messe in campo ricorrendo anche alle strutture private accreditate con la Regione. I positivi a Monza sono diventati 339 , 115 in più rispetto a ieri.

Una delle strutture private utilizzate è il Policlinico di Monza destinazione di molti degli ultimi trasferimenti che sono stati disposti dalle autorità sanitarie in cerca di nuovi posti per dare e giuste cure ai malati. In tutto sono stati trasferiti 600 malati ad altre strutture.

«Le terapie intensive -ha detto Gallera- sono l’aspetto più delicato del problema, anche se non l’unico. Gli ospedali, dopo 24 giorni, sono allo stremo e saturi ma non mollano. Per quanto riguarda la terapia intensiva con uno sforzo titanico abbiamo raggiunto 1200 posti, recuperando un buon margine rispetto a ieri». Fino a qualche giorno fa i posti erano disponibili erano 724, oggi sono 1200, con un aumento dell’80%.

Per ottenere questi risultati sono state chiuse sale operatorie così come alcune unità coronariche, adattandole come camere di terapia intensiva e recuperando anche altri respiratori, utilizzando quelli prima tenuti per le emergenze in caso di rottura di altri macchinari.

90 ventilatori sono arrivati dalla protezione civile nazionale e altri 26 sono in arrivo da qui a una settimana. Ci sono posti in più al San Carlo, al Papa Giovanni e anche tensostrutture al San Raffaele e al Poliambulanza.

La Regione non ha rinunciato al progetto di un grande ospedale di terapia intensiva da 500 posti per il quale il presidente Attilio Fontana ha chiesto la collaborazione di Guido Bertolaso, ex responsabile della Protezione civile. ma pensa anche di recuperare 192 posti attingendo a spazi negli ospedale che dovranno essere adattati, citando tra questi anche San Carlo, Policlinico e San Gerardo: «Continua anche l’attivita’ di ’Cross’, 40 pazienti (10 Covid) sono stati trasferiti in altre Regioni -continua Gallera- Proseguono anche gli sforzi per allestire 500 posti di terapia intensiva e altri 192 posti: 90 siamo in grado di realizzarli in 7 giorni, altri 77 in 11 giorni e altri 26 in 15 giorni al San Carlo, al Policlinico, al Niguarda al San Matteo e al San Gerardo). Per sistemarli serve strumentazione ad hoc “che oggi non abbiamo e non siamo in grado di recuperare se non attraverso la collaborazione del Dipartimento nazionale della protezione civile”.

Per quanto riguarda la ricerca del personale, sono arrivate 1900 domande, e 832 sono gia’ state valutate. Gallera invita chi dà la disponibilità a non farsi avanti se non determinati ad assumere l’incarico. Molti si sono tirati in dietro facendo perdere tempo .

Sulla questione mascherine Gallera ha ribadito, pur senza volontà di polemica, che quelle fornite dalla Protezione civile sono più per i volontari che per il personale medico e infermieristico.


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