Coronavirus, fuori casa con naso e bocca coperti ma le mascherine non ci sono: che succede
Coronavirus mascherine

Coronavirus, fuori casa con naso e bocca coperti ma le mascherine non ci sono: che succede

Mascherine: la Regione ha firmato l’ordinanza che obbliga a uscire di casa con naso e bocca coperti da mascherine (o altro) e ha comunicato la consegna di 300 mila pezzi alle farmacie. Ma non sono ancora arrivate.

La Regione Lombardia ha firmato l’ordinanza che, come ormai è noto, obbliga a uscire di casa con naso e bocca coperti da mascherine (o altro) e ha comunicato la consegna di 300 mila pezzi (di 3,3 milioni previsti) alle farmacie. Ma la notizia è che non sono ancora arrivate nei negozi e anche i sindaci attendono informazioni. Il messaggio quindi è di non andare in farmacia a cercarle.

«L’ordinanza di sabato impone ai cittadini di indossare sempre quando escono di casa una mascherina o qualunque indumento copra bocca e naso. Da oggi la Protezione Civile Regionale inizierà la distribuzione ai cittadini di una prima parte di mascherine per poter meglio rispettare l’ordinanza», ha detto domenica sera il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
E domenica lo ha ribadito l’assessore alla Protezione Civile, Pietro Foroni: «Il piano prevede la distribuzione di 3,3 milioni di mascherine; 300 mila di queste, grazie a un accordo con Federfarma che da domani comincerà a rifornire le farmacie, saranno gratuitamente disponibili a partire da metà per chi ne avesse bisogno o per una sostituzione di un prodotto non adeguato. Sarà poi la stessa farmacia a individuare le persone in condizioni fragili perchè vengano loro consegnate. Di questi 3 milioni, circa 440.000 sono già state distribuite tra mercoledì e giovedì scorso; già oggi 2,5 milioni di pezzi sono nei capoluoghi di provincia e nei territori e da domani inizierà la distribuzione, coinvolgendo sindaci e territori, nei vari negozi, supermarket, tabaccherie, poste e in banca. Se c’è un piccolo comune dove il sindaco ha il controllo della situazione conosce i bisogni dei nuclei famigliari, si farà una differente ricognizione del territorio».

A questo proposito Federfarma ha fatto sapere che le mascherine non saranno disponibili prima del fine settimana.

«In relazione alle voci diffuse oggi (domenica, ndr) dell’imminente distribuzione delle mascherine nelle farmacie si informa che le stesse saranno disponibili in farmacia non prima di fine settimana prossima. Regione Lombardia comunicherà a breve i criteri che permetteranno la distribuzione ai cittadini».

E poi i sindaci. Bersagliati da domande fin dalla sera di domenica si sono affrettati a comunicare che le mascherine “non sono ancora arrivate” e che “comunicheremo informazioni in merito appena possibile”.

«Intanto chiariamoci: ne arriveranno in tutta la Brianza circa 250.000, a fronte di 870.000 abitanti - ha spiegato lunedì mattina su facebook il sindaco di Brugherio Marco Troiano (ma la posizione è comune) - Al momento della pubblicazione del post, non sono arrivate ancora indicazioni su quante ne arriveranno per ogni Comune, quando arriveranno e come dovranno essere distribuite. E neanche le farmacie le hanno ancora ricevute. Quindi, ancora una volta, la sola cosa da fare è stare a casa! Vi informeremo, quando dalle parole di ieri si passerà ai fatti, su quante ne abbiamo ricevute e come ci muoveremo per la loro distribuzione».

Si porrà poi anche la questione dell’ordine pubblico: se la legge dice che «è vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo» nel caso dell’emergenza coronairus il giustificato motivo per avere il volto coperto c’è. Ma la questione rimane.


© RIPRODUZIONE RISERVATA