Coronavirus, encomio solenne per l’ospedale di Carate Brianza
Coronavirus encomio ospedale di Carate Brianza

Coronavirus, encomio solenne per l’ospedale di Carate Brianza

L’ospedale di Carate Brianza, è stato premiato lunedì sera dal sindaco Luca Veggian, a nome dell’amministrazione comunale, con un “encomio solenne”. I numeri dei mesi di emergenza coronavirus.

Duecentosettanta pazienti Covid positivi ricoverati dal 29 febbraio, 147 i dimessi una volta guariti, 76 i posti letto massimi occupati sui 76 messi a disposizione tra quarto e quinto piano destinati a degenze chirurgiche. Alcuni numeri dell’emergenza coronavirus fotografano l’attività degli ultimi mesi dell’ospedale di Carate Brianza, premiato lunedì serra dal sindaco Luca Veggian, a nome dell’amministrazione comunale, con un “encomio solenne a coloro che sono stati impegnati, in prima linea per fronteggiare la pandemia COVID 19” presso il centro di via Mosè Bianchi.

A rappresentare la comunità ospedaliera di Carate erano presenti in sala consiliare, oltre al direttore generale dell’Asst Nunzio Del Sorbo, Mauro Brighenti, anestesista, Katia Berardi, infermiera, Manuela Pozzoli, operatrice socio sanitaria, Francesca Baruffi, infermiera di area chirurgica.

Coronavirus encomio ospedale di Carate Brianza

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I numeri sono stati portati in aula da Del Sorbo ringraziando il Comune per il riconoscimento e gli operatori ospedalieri.

Dei 270 pazienti COVID positivi, 224 sono entrati da Pronto soccorso e 46 accettati da altre strutture. Diciannove residenti a Carate Brianza.

Il primo paziente risultato poi positivo è stato ricoverato il 29 febbraio; gli ultimi due pazienti positivi sono stati dimessi (o meglio, trasferiti a Vimercate) il 16 giugno, 108 giorni dopo. Oltre ai 147 dimessi, il bilancio dice 66 trasferiti ad altri centri; 57 i deceduti.

Nel periodo di massimo afflusso, i posti letto di Medicina interna sono passati da 33 a 87, solo 11 dei quali destinati a pazienti negativi.

L’attività chirurgica elettiva è stata sospesa con il mantenimento delle sole urgenze provenienti dal pronto soccorso e dalle richieste differibili (prevalentemente oncologiche e traumatologiche) delle quattro specialità presenti a Carate (Chirurgia Generale, Ortopedia, Ginecologia, Urologia). Appena entrati a regime i reparti, sono stati studiati percorsi differenziati, fin dal primo approccio in Ps, tra i pazienti sospetti o conclamati COVID e i pazienti negativi.

Nel trimestre marzo-maggio il pronto soccorso ha registrato 4.179 accessi, circa il 41% dell’atteso (considerato un totale annuo di più di 40.000 accessi nel 2019 e quindi circa 10.000 accessi a trimestre). Di tutti gli accessi contati nei tre mesi, 279 pazienti sono risultati positivi al tampone (180 a marzo, 83 ad aprile, 16 a maggio). Tra essi, 47 dimessi a domicilio con obbligo di isolamento domiciliare perché poco sintomatici. Gli altri sono passati al ricovero.


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