Coronavirus: Desio, positiva per 40 giorni. Finalmente negativa al quinto tampone
Federica Chironna (Foto by Foto Paola Farina)

Coronavirus: Desio, positiva per 40 giorni. Finalmente negativa al quinto tampone

Federica Chironna racconta la sua esperienza di un mese e mezzo di isolamento. Una volta è stata anche fermata e redarguita dai vigili mentre stava andando all’ospedale per un tampone. Alla fine si sono convinti e l’hanno lasciata andare

Positiva al coronavirus per più di 40 giorni, dopo 4 tamponi effettuati. E ieri, al quinto, finalmente è risultava negativa.

«Sono stanca» dice la desiana Federica Chironna, in isolamento per un mese e mezzo. Per fortuna, ha contratto il virus in modo lieve. Niente febbre o tosse, ma solo l’assenza di gusto per una settimana. E’ positiva asintomatica. Ma la sua storia, simile a quella della Iena Alessandro Politi, è significativa. E testimonia il fatto che, in alcuni casi, la quarantena di 28 giorni non basta. E nemmeno la regola, per quelle persone che non hanno fatto il tampone, di stare in casa per 14 giorni. «Il sistema così non funziona, non ne usciremo mai», commenta, consigliando a tutti di fare molta attenzione. Il sintomo dell’assenza di gusto è stato per lei il campanello d’allarme: le è comparso pochi giorni il parto.

Grazie ad un servizio per le neo mamme all’ospedale San Gerardo di Monza, ha potuto sottoporsi al tampone (considerandosi una privilegiata). Il figlio neonato per fortuna è risultato negativo. Positiva invece lei, insieme al marito, che nel frattempo è guarito. Per fare il test, deve uscire di casa. «Quando sono andata al San Gerardo la prima volta, insieme a mio marito perché anche lui era positivo, ci hanno fermato i vigili, a Desio. E ci hanno rimproverato il fatto di essere usciti di casa, pur essendo positivi: ci hanno detto che avremmo potuto finire in carcere per aver violato la quarantena. Ma noi siamo usciti per fare il tampone in ospedale. Avevamo anche il documento del San Gerardo. E’ stato un paradosso. Poi per fortuna i vigili si sono convinti e ci hanno lasciato andare». Ieri, sabato 9, Federica si è sottoposta al quinto tampone, sempre al San Gerardo, dove ormai gli operatori sanitari la conoscono. E grazie proprio al servizio rapido garantito alle neomamme ha potuto sapere subito che finalmente stavolta era negativo.

Le giornate in casa sono trascorse lente. Gli altri due figli sono dai nonni da più di 40 giorni. «Abbiamo voglia di rivederli». In casa, marito e moglie hanno indossatola mascherina adottando tutte le precauzioni necessarie per evitare di contagiare il figlio neonato. Durante le prime settimane, Federica riceveva tutti i giorni la telefonata di un operatore dell’Ats per sapere come stava. «Ogni settimana, c’era un operatore diverso, tutti molto gentili e disponibili. Anche loro, però, costretti a fare i conti con un sistema poco chiaro, con norme che cambiano da un giorno all’altro». Ora la telefonata arrivava meno frequentemente. L’unica consolazione, per lei, è quella di aver contratto il virus in modo lieve.


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