Coronavirus: «Chiediamo misure shock per l’economia in Lombardia»
Coronavirus conferenza stampa con Fabrizio Sala

Coronavirus: «Chiediamo misure shock per l’economia in Lombardia»

C’è una zona rossa per l’economia estesa a tutta la Lombardia nel pacchetto di interventi da presentare al Governo nell’emergenza Coronavirus. «Chiederemo misure shock», dice Fabrizio Sala.

C’è una zona rossa per l’economia estesa a tutta la Lombardia nel pacchetto di interventi da presentare al Governo condiviso dal tavolo Patto per lo Sviluppo convocato martedì a Palazzo della Regione.

«Chiederemo al Governo di attuare misure shock sul modello del Ponte Morandi di Genova, riconoscendo alle imprese liquidità come sostegno per mancato guadagno. Tutta la Lombardia diventi economicamente zona rossa», ha detto il vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala.

Nell’emergenza provocata dalla diffusione del Coronavirus Covid 19, la Lombardia chiede un commissario straordinario per le imprese sul modello “ponte Morandi”.

Le aziende colpite dall’attuazione delle ordinanze devono poter godere di un sostegno per mancato guadagno o per disdette facendo riferimento alla media degli ultimi 3 anni fino ad un massimo di 200mila euro.

Sul fronte tributario il documento prevede la sospensione, la rateizzazione fino alla cancellazione degli obblighi per l’anno d’imposta in corso per tributi e tasse nazionali e locali: Iva, Irpef e Tributi locali con contemporanea compensazione delle risorse per i Comuni.

L’assessore regionale al Bilancio, Finanza e Semplificazione, Davide Caparini ha sottolineato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità in conformità «alle attuali evidenze scientifiche, ha riconosciuto che è consentito fare ricorso alle mascherine chirurgiche quali dispositivi idonei a proteggere gli operatori sanitari. In funzione di questo abbiamo ordinato 2,5 milioni di mascherine, 350mila delle quali già consegnate ed entro la fine di questa settimana altre 700mila arriveranno nei presidi ospedalieri. Poi potremo passare a una programmazione tarata sull’ordinarietà e non sulla straordinarietà così come avvenuto fino ad ora».


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