Coronavirus, a Brugherio non buoni spesa ma pacchi viveri: task force per chi ha bisogno
Brugherio sindaco Marco Troiano

Coronavirus, a Brugherio non buoni spesa ma pacchi viveri: task force per chi ha bisogno

Al Comune di Brugherio spettano circa 185mila euro dei fondi statali per aiutare le famiglie in difficoltà per la spesa a causa del coronavirus. E ha deciso non per buoni per la spesa ma per pacchi viveri.

Non buoni per la spesa ma pacchi viveri: è la strada imboccata dal Comune di Brugherio per aiutare le famiglie in difficoltà a causa del coronavirus. I circa 185mila euro erogati dal Governo nell’ambito del programma di solidarietà alimentare saranno utilizzati per acquistare cibi a lunga conservazione che saranno distribuiti nei prossimi giorni.

La cifra sarà incrementata con le donazioni che verranno effettuate sul conto corrente aperto dall’amministrazione: i cittadini potranno, inoltre, contribuire a rimpolpare le scorte consegnando direttamente i prodotti ai volontari. Il progetto, infatti, è condotto in collaborazione con il Banco di solidarietà, la Caritas, la Corte solidale e l’Associazione Nazionale Carabinieri: proprio l’Anc oggi è presente all’esterno di alcuni supermercati per raccogliere generi non deperibili.

Per richiedere il supporto è possibile telefonare dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30, al numero 039 2893336 o inviare una mail a [email protected].

«Giovedì – afferma il sindaco Marco Troiano – in sole quattro ore abbiamo ricevuto 80 chiamate».
I pacchi saranno confezionati dai volontari nel magazzino del Banco di solidarietà che ogni mese aiuta circa 250 famiglie: «Ogni nucleo – spiega Eugenio Recalcati, uno dei coordinatori dell’associazione – riceverà alimenti di prima necessità, calibrati in base alle proprie esigenze, sufficienti per tre settimane. Nel preparare le scatole terremo conto della presenza di bambini piccoli o di bisogni particolari».

Nelle prossime settimane i volontari organizzeranno una colletta in modo da riempire gli scaffali che si svuotano rapidamente: «A causa della chiusura delle scuole – aggiunge Recalcati – non abbiamo potuto promuovere il Dona Cibo che ogni anno in Quaresima ci dà un grosso aiuto, ci rifornisce di prodotti che spesso scarseggiano come marmellata, the e biscotti, e ci permette di differenziare il contenuto dei pacchi».


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