Contrastare la ’ndrangheta durante il Coronavirus? «Serve dare liquidità alle imprese»
La riunione della commissione in videoconferenza

Contrastare la ’ndrangheta durante il Coronavirus? «Serve dare liquidità alle imprese»

Quali possono essere gli strumenti di contrasto ai movimenti ed alle strategie della ’ndrangheta, in questa fase di emergenza prodotta dal Coronavirus? A questa domanda hanno provato a rispondere venerdì 8 maggio, intervenendo ad una seduta in videoconferenza della commissione consiliare Legalità del comunità di Seregno, Michele Albanese, giornalista, e Silvana Carcano, consulente della commissione nazionale Antimafia.

Quali possono essere gli strumenti di contrasto ai movimenti ed alle strategie della ’ndrangheta, in questa fase di emergenza prodotta dal Coronavirus? A questa domanda hanno provato a rispondere venerdì 8 maggio, intervenendo ad una seduta in videoconferenza della commissione consiliare Legalità del Comunità di Seregno, Michele Albanese, giornalista, e Silvana Carcano, consulente della commissione nazionale Antimafia.

«La ’ndrangheta - ha spiegato Albanese - ha una capillarità che consente un presidio territoriale ferreo. Ogni ’ndrina ha al suo interno il caporale di giornata, che ha il compito di sapere tutto, ad esempio se un’azienda è in crisi o una famiglia ha problemi. Questo ai fini di un controllo dell’economia, perché oggi le mafie controllano soprattutto l’economia. Il periodo attuale per loro è una manna. In Lombardia la ’ndrangheta agisce con più discrezione rispetto a quanto fa in Calabria: si presenta alla realtà in difficoltà e pone a disposizione una cospicua liquidità. Ciò per accrescere il proprio consenso sociale: non c’è da meravigliarsi se si vedono gli affiliati portare in giro le mascherine. Le vittime sacrificali sono le piccole imprese e le attività commerciali. Si comincia con l’aiutarle, per poi riuscire a controllarle e ad entrarne in possesso ed avviare infine le operazioni di riciclaggio. In ogni cellula della ’ndrangheta c’è un soggetto, apparentemente sganciato, che si occupa di usura: il rischio che qualcuno si faccia adescare è alto».

Silvana Carcano

Silvana Carcano

Dal canto suo, Carcano è partita da una sottolineatura: «L’impresa mafiosa è un’impresa-stato, che si comporta storicamente come forma alternativa allo stato istituzionale. L’obiettivo finale della ’ndrangheta è diventare l’antistato. Non è vero che gli affiliati si ammazzano solo tra loro e che al limite fanno danni spacciando. I mafiosi oggi sono agenti di trasformazione sociale. I livelli istituzionali devono agire coesi, in un momento in cui gli attori dell’economia sono purtroppo prede facili».

La consulente della commissiona nazionale antimafia ha quindi avanzato alcune proposte: «Per alzare le barriere di fronte a questa aggressione, serve una tempestiva ed immediata erogazione di liquidità alle imprese. I controlli sui movimenti finanziari vanno estesi anche ai finanziamenti al di sotto dei 25mila euro, perché lì la ’ndrangheta si può infilare facilmente, sapendo che non vi sono verifiche. E va rinforzato il sistema delle segnalazioni delle operazioni sospette, traslandolo a livello locale. Le segnalazioni potrebbero arrivare anche dai territori, con un’apposita formazione delle Polizie locali, così da aiutare a capire chi sono gli imprenditori vittime di usura. La pandemia deve essere l’occasione per rinforzare gli strumenti che abbiamo».

Michele Albanese durante il suo intervento

Michele Albanese durante il suo intervento

Albanese ha poi evidenziato che «la ’ndrangheta oggi ha una grandissima mole di consulenti al suo interno e sa parlare ad una politica che è debole, perché divisa», mentre Carcano ha da ultimo posto l’accento sulle modalità di gestione degli appalti comunali, «che devono essere fatti e controllati in un certo modo. Di solito invece chi li controlla non sa come si muove la ’ndrangheta e non riesce a cogliere quei segnali che si palesano nell’iter. Con l’emergenza per il Covid, arriveranno molti soldi per i lavori pubblici: come saranno organizzati gli appalti? Credete che non saranno aggrediti e gestiti con facilità dalle mafie?».


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