Condannato a sei anni e 6 mesi Norberto Confalonieri, ex primario di Seregno del Cto “Pini” di Milano
Norberto Confalonieri

Condannato a sei anni e 6 mesi Norberto Confalonieri, ex primario di Seregno del Cto “Pini” di Milano

Sei anni e sei mesi per corruzione. È questa la pena inflitta a Norberto Confalonieri di Seregno, ex primario del Cto-Pini di Milano, accusato di presunte sponsorizzazione di protesi in cambio di denaro.

È stato condannato a sei anni e 6 mesi di reclusione per corruzione Norberto Confalonieri, ex primario del Cto-Pini di Milano accusato di presunte sponsorizzazioni di protesi, in cambio di denaro. Era imputato anche per due episodi di presunti lesioni a pazienti per i quali è stato, invece, prosciolto con la formula del “non doversi procedere”. Lo ha deciso la quarta sezione del Tribunale di Milano. Dalle indagini erano emerse intercettazioni nelle quali il medico avrebbe parlato di un femore rotto a un’anziana di 91anni per “allenarsi”. Nel processo, tuttavia, per le ipotesi di lesioni è arrivato il proscioglimento.

Il caso era scoppiato nei primi giorni della primavera del 2017. Confalonieri, allora responsabile del dipartimento di Ortopedia e Traumatologia all’ospedale Gaetano Pini - Cto di Milano, secondo l’accusa, avrebbe sponsorizzato l’acquisto di protesi ortopediche e in cambio avrebbe ottenuto soldi e inviti a convegni e programmi tv. Per la Procura di Milano, il medico seregnese «in situazione di conflitto d’interessi e in violazione dei propri doveri di ufficio, tra il 2012 e il 2015, ha costantemente asservito la sua funzione agli interessi di due società fornitrici» - indagate in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti - che, sempre secondo la Procura, avrebbero “remunerato” il medico «con contratti di consulenza “occulti” e con altre utilità materiali e immateriali, economicamente apprezzabili, estese anche ai suoi familiari». Il primario è anche indagato per presunte lesioni su alcuni pazienti che avrebbe operato, soprattutto per protesi alle ginocchia. Erano state sequestrate 62 cartelle cliniche. Attraverso il suo legale, Ivana Anomali, Confalonieri aveva respinto ogni accusa parlando di «Intercettazioni fuorvianti in quanto lette al di fuori del contesto». In una, la più clamorosa (se vera) il medico avrebbe detto: «Ho rotto un femore a un’anziana per allenarmi».

«Non sono un mostro, né un money-maker come sono stato descritto»: si era difeso così dalle accuse chiedendo che gli fosse concesso di lavorare ancora in quanto «uno dei maggiori esperti mondiali di chirurgia mininvasiva».


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