Centri vaccinali di prossimità in Brianza, i sindaci scrivono alla Regione: «Fateci collaborare e attiviamoli al più presto»
La spilla dei vaccinati

Centri vaccinali di prossimità in Brianza, i sindaci scrivono alla Regione: «Fateci collaborare e attiviamoli al più presto»

I primi cittadini chiedono di essere “parte attiva nei processi di scelta”, e di proseguire nel percorso di attivazione dei medici di medicina generale affinchè i centri siamo attivati il più possibile in prossimità.

I sindaci della Brianza chiedono alla Regione l’attivazione in tempi certi delle sedi vaccinali territoriali (pronte, ma non operative perché terminate le dosi sufficienti, come comunicato il 25 marzo scorso dalla Regione ai Comuni) e di essere “parte attiva nei processi di scelta”. I primi cittadini di centrosinistra, Forza Italia e 5 Stelle lo chiedono formalmente e congiuntamente ai vertici regionali e ai direttori delle aziende socio sanitarie.

«Siamo a richiedervi di proseguire nel percorso di attivazione dei medici di medicina generale affinché si possa, al contrario di quanto ci è stato prospettato, dar vita a centri in tempi e in modalità che siano consone a quelle che la popolazione si attende. Riteniamo inoltre necessaria una nuova modalità di comunicazione che veda noi sindaci non solo ratificatori delle vostre decisioni, ma parti attive del processo di scelta. Rinnoviamo infatti la nostra totale disponibilità nel collaborare nell’individuare ed organizzare le formule che riterrete più opportune sul nostro territorio per l’erogazione del vaccini, nella certezza che tale campagna debba mantenere un elemento di prossimità con tutti i nostri territori».

È quanto messo nero su bianco in una lettera formalizzata nelle ultime ore dai sindaci di Lissone, Seregno, Desio, Brugherio, Cesano Maderno, Lentate sul Seveso, Monza, Limbiate, Carate Brianza, Misinto, Nova Milanese, Muggiò, Arcore, Agrate Brianza, Verano Brianza, Triuggio, Macherio, Cavenago di Brianza, Usmate Velate, Bernareggio, Vimercate e Villasanta, Bellusco, Carnate, Ronco Briantino, Sulbiate, Caponago, Vedano al Lambro e Barlassina e inviata dagli stessi al consulente del presidente della giunta regionale, Guido Bertolaso, all’assessore regionale al welfare Letizia Moratti, al direttore generale di Ats Brianza Silvano Casazza, al direttore generale di ASST Brianza Marco Trivelli e al direttore generale ASST Monza Mario Alparone.

Una comunicazione che è a tutti gli effetti l’espressione di una chiara e netta volontà di accelerare le modalità operative rispetto al tema d’attualità più impellente: le sedi vaccinali anti Covid sul territorio brianzolo. In molti Comuni della Provincia di Monza e Brianza sono state predisposte le fasi organizzative e logistiche per la creazione di centri vaccinali a supporto della rete già individuata da ATS e ASST.

«Tali centri vaccinali, istituiti secondo indicazioni fornite da ATS, la cui collocazione è avvenuta alla luce della diretta conoscenza del territorio che ciascuno di noi amministra, avevano l’obiettivo di offrire alle fasce di popolazione over 80 e a quelle più fragili, un luogo già noto del proprio Comune (o di quello immediatamente limitrofo) nel quale recarsi per ricevere la somministrazione del vaccino - scrivono i sindaci - tale lavoro di preparazione, svolto nella maggior parte dei casi da noi sindaci con la collaborazione dei medici di medicina generale del territorio, coordinati dalle cooperative che li rappresentano e col supporto dei volontari di protezione civile e di altre associazioni di volontariato, intendeva offrirvi un supporto in termini di logistica, garantendo la prossimità del servizio per i nostri cittadini, ed era già stato con voi condiviso nel corso dei precedenti incontri» aggiungono i sindaci.

«Nel corso del Consiglio di Rappresentanza di giovedì 25 marzo, siamo venuti a conoscenza tramite vostra comunicazione dell’impossibilità di fornire a questi centri vaccinali dosi sufficienti di vaccini per attivare nei nostri territori linee dedicate alla campagna di vaccinazione. Tale comunicazione, oltre a vanificare tutti i nostri sforzi, vede anche sfumare l’opportunità di un servizio di prossimità da avanzare ai nostri cittadini, oltre a rivedere l’organizzazione complessiva del vaccino su un territorio come quello della Brianza, ove l’attesa per la somministrazione è oggi estremamente alta da tutta la popolazione». Da qui la richiesta formale dei sindaci che chiedono alla Regione di «proseguire nel percorso di attivazione dei medici di medicina generale affinché si possa, al contrario di quanto ci è stato prospettato, dar vita a questi centri in tempi e in modalità che siano consone a quelle che la popolazione si attende».


© RIPRODUZIONE RISERVATA