Cent’anni di X-Files a Monza e in Brianza: tutte le storie di avvistamenti alieni
X-Files: gli agenti Mulder e Scully (Foto by Redazione online)

Cent’anni di X-Files a Monza e in Brianza: tutte le storie di avvistamenti alieni

Hai voglia a insistere col dire che la Brianza non è una terra noiosa: nemmeno gli alieni ci vengono. Lo dicono i dati del Centro ufologico nazionale, che dal 1900 a oggi ha raccolto solo cinque segnalazioni degne di nota di avvistamenti alieni a Monza. La storia degli X-Files in Brianza.

Hai voglia a insistere col dire che la Brianza non è una terra noiosa: nemmeno gli alieni ci vengono. Lo dicono i dati del Centro ufologico nazionale, che dal 1900 a oggi ha raccolto solo cinque segnalazioni degne di nota di avvistamenti alieni a Monza. Facciamo otto con la Brianza immaginata dalla Regione, cioè contando anche gli X-Files di Lecco, ma non sono nulla rispetto alle altre province lombarde: a dar retta ai cacciatori di Ufo, o ai casuali protagonisti di incontri di vario tipo, sono stati 101 a Milano, 19 a Bergamo, 32 a Brescia, 21 a Como, 12 a Mantova, 23 a Varese, 9 a Lodi.

Chissà che il ritorno della serie X-Files nella miniserie tornata in onda il martedì su Sky non migliori le statistiche: un po’ di brianzoli con la vocazione degli agenti Fbi Dana Scully e Fox Mulder ci saranno pure. E dire che la Lombardia è seconda solo alla Toscana per avvistamenti, nei registri del Cun (centroufologiconazionale.net), un’associazione privata, ha sede a Firenze. Credergli o no, è affare di ciascuno, ma va dato loro atto di avere messo in piedi un archivio puntuale degli Ufo visti o immaginati negli ultimi 115 anni. Certo, magari le performance aliene sarebbero migliori se si contassero i casi classificati come milanesi prima della targa MB: ma insomma, anche quella è stata una meteora.

Speleologando un po’ più a fondo i casi in realtà si moltiplicano, nonostante la passione ufologica a Monza sia iniziata male, anzi malissimo: il primo X-File messo in archivio dal Cun risale alle 9 del mattino del 2 aprile 1974, un pesce d’aprile arrivato in ritardo, con ogni probabilità, dal momento che il caso è stato rubricato come FA, Falso avvistamento. Si trattava di un “disco diurno fotografato sopra il duomo”, ma è evidente che lo scherzo, diciamo così, non ha avuto seguito. A dire il vero ci sono stati episodi precedenti, ma non hanno nemmeno trovato sufficienti riscontri per poter essere inseriti nelle statistiche: a tracciarne l’elenco è stato l’ufologo Alfredo Lissoni, che ha stilato “Settant’anni di Ufo a Milano” nel 1998 andando al di là dei casi ritenuti “attendibili”.

Si risale allora fino alle 22 dell’8 novembre 1954, quando in città è stata vista una “entità animata”, che sarebbe poi un incontro a tu per tu con un alieno. Da lì a cinque giorni qualcuno ha visto una luce notturna con una scia verde a Desio, quindi è probabile che il venusiano - o chi per lui - sia ripartito di gran lena. Non si sa molto di quanto accaduto sempre un 8 novembre, ma più di dieci anni dopo (ai super complottisti la coincidenza dovrà pur dire qualcosa): nel 1965 è registrato un “IR-3” a Monza ed è tutto quello che si sa, ma la sigla indica un incontro ravvicinato del terzo tipo. Qualche mese dopo l’episodio si ripete qualche chilometro più in là, ma tutto assume una luce differente: “1966, Milano. Una contattista ha un IR-3 a Milano - si legge negli archivi - sul tram, con un alieno di tipo umano dai capelli lunghi, vestito da teddy boys”. Persino gli ufologi classificano la segnalazione come “Non Aff”, non affidabile.

Da lì si passa alla bufala del 1974 sul duomo di Monza, ma è l’anno di una rapida serie di avvistamenti in zona: il “29 giugno ore 10.30, Monza. Tondo rosso zigzagante”, il “3 luglio ore 21.30, luce notturna su San Damiano”, il “7 luglio ore 22.00, luce notturna vista su San Damiano da un ufologo e a Brugherio da tre persone, che parlano di una cupola color giallo”. Ci dev’essere stato qualcosa, a San Damiano, dal momento che il 27 luglio viene segnalata un’altra luce notturna e il 30 addirittura un disco: i nuovi modelli Candy?

A volte le segnalazioni sono molto vaghe, come quella riconducibile “a febbraio o marzo” del 1990 (ore 20.30 o 21.00, Monza, sfera bianco azzurra con scia gialla. Meteorite?), ma in altre occasioni sono circostanziate, come quella del 6 novembre dello stesso anno: 06 novembre ore 00.15 Sesto S.Giovanni. Luce bianca larga 12 cm, ferma nel cielo stellato all’altezza di Monza e Como”, mentre il 22 dello stesso mese alle 21.30 “dischi luminosi che si muovono in tondo su Brugherio”.

Saltando l’avvistamento dell’8 ottobre 1991 quando furono viste luci su Assago, Monza, Brugherio, San Donato, Sesto e Milano per poi scoprire che si trattava dei riflettori di un centro vendita di Assago, per trovare un episodio cui è divertente credere se si ama la fantascienza, bisogna arrivare al 1997, quando “nella notte tra il 7 e l’8 febbraio, cinque persone in due macchine ferme sulla Saronno-Monza notano, a mezzanotte, una sfera bluastra in volo verso Monza. Le due macchine rischiano un incidente”.

Monza è stata però nella traiettoria di uno dei più celebri avvistamenti, anche solo per il fatto di essere stato contemporaneo in tutto nord Italia e per essere diventato oggetto di notizia sui quotidiani del giorno dopo: “L’UFO che brucia ha tenuto i milanesi a naso in su” era il titolo del Corriere della Sera, “Una notte di UFO sull’Italia” quello della Stampa; “Un UFO viaggia nei cieli d’Italia: marziani in trasferta o meteoriti?” per il Giornale. Era la notte del 6 giugno 1983, tra le 22.30 e le 23, le segnalazioni registrate dal Cun sono una cinquantina da Toscana, Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli. Qualcosa era stato visto anche in Svizzera, Spagna e Francia, si è saputo più tardi.

Nei paraggi sono registrati questi dati: “22.30, luce notturna (a volte descritta come missile o scia) a Milano. Alle 22.55 a Monza; alle 22.30 segnalato un IR-3 ad Abbiategrasso, con rapimento Ufo. Avvistamenti a Milano alle 22.58 e alle 23.00 (anche a Novate e Legnano). Alle 23.30 luci notturne a Rho e Casorezzo. Altri avvistamenti in orari non precisati a Cesano e Usmate”.

Le descrizioni erano molto simili: un enorme sigaro, come un dirigibile, ma senza ali né ai lati né in coda, secondo alcuni con delle ricadute laterali di materiale luminoso. Forse tutto quadra se si pensa che da lì a venti giorni l’Italia avrebbe votato e per la prima volta Bettino Craxi sarebbe diventato presidente del consiglio.

La Brianza non si è fatta mancare gli Ufo nemmeno negli ultimi anni. Nel 2013 con una “flottiglia di luci” in via Boito a giugno e poi una palla infuocata a Concorezzo il 20 luglio. Poi il 14 marzo del 2014, quando anche il Cittadino ricevette decine di segnalazioni su un corpo verde e luminoso con una scia nel cielo. Lo avevano visto a Vimercate e Villasanta, a Concorezzo, a Sovico e a Macherio, a Giussano, a Biassono, Solaro, Limbiate e a Seregno. Un meteorite, si sarebbe scoperto poi. Ma per gli appassionati, vale sempre il motto di Mulder: “I want to believe”, voglio crederci.


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