C’è un futuro per oratori e centri estivi? Tutti comunque sono al lavoro per aprirli (o provarci)
I ragazzi dei centri estivi META - Cooperativa sociale onlus a luglio 2019 nel Parco di Monza

C’è un futuro per oratori e centri estivi? Tutti comunque sono al lavoro per aprirli (o provarci)

Cosa succederà agli oratori e ai centri estivi nel parco di Monza che da anni accolgono decine di bambini e ragazzi? Nessuno ancora lo sa. La cooperativa Meta intanto organizza per il 9 maggio una diretta facebook per parlare con le famiglie.

Una prima apertura per iniziare a pensare a un avvio delle attività dei centri estivi e degli oratori è arrivata direttamente dal presidente della Regione, Attilio Fontana, che nei giorni scorsi ha ipotizzato una possibile riapertura «per poter avere un luogo dove i bambini possano rimanere in assenza dei genitori», in vista della ripresa lavorativa.

Oratori. A coinvolgere anche gli oratori nell’imminente avvio della fase due nella nostra regione è stato don Stefano Guidi, coordinatore degli oratori delle diocesi lombarde. «Ho espresso al presidente del consiglio in maniera molto preoccupata il problema di trovare una soluzione per le famiglie che riprenderanno il lavoro e che non sanno a chi lasciare i figli, e il presidente Giuseppe Conte ha dimostrato una certa apertura a questo genere di iniziative», ha aggiunto Fontana.

E in attesa di conoscere maggiori dettagli per poter organizzare in maniera del tutto nuova una versione dell’oratorio estivo che rispetti tutte le norme di sicurezza, i responsabili degli oratori monzesi hanno già iniziato a pensare a una fase due delle attività.

«Le attività potranno essere strutturate soprattutto all’esterno – spiega Adelaide Scarpellini, dell’oratorio di Cederna – non pensando più alle canoniche quattro o cinque settimane ma ipotizzando attività lungo tutto il periodo estivo. Ovviamente dovremo fare i conti con le disponibilità di volontari ed educatori. Per ora ci stiamo dedicando alla formazione on line e stiamo mettendo a frutto la fantasia di tutti per pensare a come sfruttare al meglio non solo gli spazi ma soprattutto la tecnologia».

Un’idea condivisa anche da don Matteo Frigerio, di San Fruttuoso. «Potremmo ipotizzare un turno di mattina per i bambini più piccoli impegnati in laboratori e suddivisi in piccoli gruppi e un turno il pomeriggio per i ragazzi delle medie, pensando magari a dei giochi all’aperto che non comportino eccessiva vicinanza. Ho già mobilitato gli adolescenti per ideare soluzioni creative».

Una sfida, quella dell’oratorio estivo, che solo a Monza coinvolge ogni anno almeno 2.500 ragazzini, dalla prima elementare alla terza media. «Ci impegneremo al massimo per offrire l’oratorio così come ci verrà chiesto. Noi ci siamo per i ragazzi e per le famiglie, attendiamo però di conoscere le condizioni per poter iniziare a progettare l’oratorio che sarà», ha aggiunto don Luca Magnani, responsabile della pastorale giovanile cittadina.

Un’estate senza centri di aggregazione è impensabile sia per i ragazzi che per le loro famiglie: lo affermano da settimane molti sindaci e assessori. Ai bambini servono spazi per giocare, ai genitori luoghi sicuri per i figli dato che, a causa dell’emergenza sanitaria, non possono contare sulla collaborazione dei nonni. Sulla carta oratori e campus sono vietati ma a Monza, come in altre città, il tema è tra quelli più caldi sui tavoli degli amministratori. La questione è emersa anche in consiglio comunale.

«I centri estivi – ha domandato Egidio Longoni del Pd – non potranno ricalcare l’organizzazione tradizionale: come ci si sta organizzando visto che l’estate è dietro l’angolo?».

«Studieremo insieme – ha assicurato il sindaco Dario Allevi – cosa si potrà fare». In Comune, ha garantito l’assessore all’Istruzione Pier Franco Maffè, ci si interroga da tempo: «Vedremo – ha spiegato – se arriverà qualche apertura dal Governo. Sicuramente non potremo garantire i numeri del passato ma, anche con gli oratori, potremo offrire qualche opportunità. Gli spazi aperti non mancano: il San Fedele nel Parco e i cortili di alcuni nidi comunali possono consentire di mantenere il distanziamento».

Parco di Monza. I centri estivi nel parco di Monza sono un appuntamento fisso da anni, un salvagente per le famiglie che lavorano nei mesi estivi, un momento atteso di nuove scoperte e avventure per i bambini e i ragazzi. L’emergenza Covid e la fase 2 non hanno ancora fornito indicazioni sulla possibilità di riaprire queste attività.

«Siamo nella totale incertezza - spiega Luca Baglivo, direttore del Creda a Cascina Mulini Asciutti - noi abbiamo lavorato al programma e alle attività, non abbiamo potuto organizzare la giornata di porte aperte che prevedevamo ai primi di aprile, stiamo ipotizzando vari scenari, sicuramente anche il prolungamento dell’attività in agosto e sappiamo che avere a disposizione grandi spazi all’aperto può essere un punto a favore per mantenere le distanze di sicurezza».

Lo scorso anno la Cascina ospitava 48 bambini per gruppo settimanale utilizzando anche un gazebo esterno.
»Siamo in attesa di indicazioni - conclude Baglivo - di certo dopo tanto tempo passato in casa prevediamo se possibile un programma di attività e laboratori alla riscoperta dell’arte e della natura all’aperto».

Analoghe le riflessioni della presidente di Cooperativa Meta in cascina Costa Alta Daniela Riboldi: «Abbiamo riprogrammato tutta la nostra attività educativa on line in questi mesi - spiega - e il 9 maggio alle 15,30 su facebook parleremo dei centri estivi e raccoglieremo anche i bisogni delle famiglie. Stiamo lavorando a diversi scenari possibili, all’apertura del centro per tutto agosto ed attività anche rivolte alle famiglie che passeranno l’estate in città. Sul canale Youtube stiamo proponendo filmati delle passate edizioni e attività per i più piccoli, è un modo per restare in contatto anche ora».


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