Caso Panem: nuove accuse e richiesta di giudizio immediato per il commercialista
muggiò panem corteo (Foto by Luca Scarpetta)

Caso Panem: nuove accuse e richiesta di giudizio immediato per il commercialista

Caso Panem: richiesta di giudizio immediato, arricchita da nuove accuse, per il commercialista Poponcini. Nella richiesta dei pubblici ministeri nei confronti del professionista di Vedano al Lambro spunta anche il peculato.

Richiesta di giudizio immediato, arricchita da nuove accuse, per Cristiano Poponcini. Senza dimenticare l’altra inchiesta ancora in fase istruttoria, che gli inquirenti di Monza (la procuratrice aggiunta Manuela Massenz e la pm Emma Gambardella) stanno conducendo sull’attività e gli affari del commercialista di Vedano al Lambro, finito in carcere a gennaio per corruzione e turbativa d’asta nel suo ruolo di curatore fallimentare addetto alla vendita giudiziaria del capannone Panem, a Muggiò, e poi trasferito agli arresti domiciliari.

Da quanto appreso, i magistrati hanno formalizzato la richiesta di giudizio immediato, procedura che consente di andare direttamente a processo, senza il vaglio dell’udienza preliminare.

È possibile, però, che la difesa di Poponcini, imputato insieme all’agente immobiliare di Desio Patrizia Cattaneo, e all’imprenditore seregnese Gianni Battista Giussani, anche loro destinatari di misura restrittiva, possano chiedere di accedere ai riti alternativi, senza affrontare un processo ordinario.

Nel capo di imputazione, la pubblica accusa non contesta solo le accuse relative alla vicenda Panem, ma anche altri presunti reati, allo stato non rivelati, tra cui anche il peculato. Si tratterebbe di vicende relative ad altre procedure fallimentari aperte al momento dell’esecuzione da parte dei militari della Guardia di Finanza della misura restrittiva nei confronti di Poponcini e degli altri due personaggi coinvolti nell’inchiesta ‘Fifty fifty’, sulle quali il curatore fallimentare ha reso due interrogatori nel corso di questi mesi. Peraltro resta aperto un secondo fascicolo, ancora coperto da segreto istruttorio, su altre precedenti pratiche gestite e chiuse dal commercialista brianzolo, molto conosciuto nell’ambiente giudiziario monzese.

La vicenda nota, che gli è costata la traduzione a San Vittore, resta quella della vendita dei 20mila metri quadri della nota azienda muggiorese Panem, fallita con pesanti ricadute occupazionali, nella quale la contestazione riguarda il presunto accordo illecito tra Poponcini e la Cattaneo per la vendita ‘pilotata’ del bene a Giussani, in cambio di una commissione del 10% del prezzo di vendita di un milione e mezzo di euro. Sacrificando altre aziende, secondo quanto si evince dalle carte, che avrebbero potuto garantire continuità di produzione.

Dice la Cattaneo a Poponcini, riferita ad un suo precedente scambio di messaggi: “Gli ho scritto ‘non spargere, non spargere in giro l’interesse per la Panem, queste operazioni, vanno tenute riserva, riservate”. Atteggiamento che Poponcini apprezza, secondo quanto riportano gli atti, con un “bene, bene, brava”. Giussani, definito “l’acquirente perfetto”, viene presentato invece come un nome solida, “un brianzolotto”. Ancora la Catteneo: “L’azienda è la G.E. Giussani, loro fanno pareti mobili e per grosse aziende, hanno fatto la sede di Google, han fatto tutti i negozi di Dolce & Gabbana”.


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