Caso Asfalti Brianza: tolti i sigilli per ulteriori analisi sui rifiuti, il comitato di quartiere chiede l’accesso agli atti di Arpa
Concorezzo carabinieri Asfalti Brianza (Foto by Fabrizio Radaelli)

Caso Asfalti Brianza: tolti i sigilli per ulteriori analisi sui rifiuti, il comitato di quartiere chiede l’accesso agli atti di Arpa

Ha riaperto i cancelli Asfalti Brianza, ma non per lavorare. Dopo settimane di sequestro preventivo per anomalie nella gestione dei rifiuti sono stati tolti i sigilli al sito produttivo per permettere all’impresa ulteriori analisi. Il comitato di quartiere Sant’Albino ha protocollato una richiesta di accesso agli atti di Arpa.

Ha riaperto i cancelli Asfalti Brianza, ma non per lavorare. Dopo settimane di sequestro preventivo per anomalie nella gestione dei rifiuti, decisione presa dalla Procura di Monza in collaborazione coi carabinieri di Concorezzo, venerdì scorso sono stati tolti i sigilli al sito produttivo sulla sp Milano-Imbersago. Il motivo di questa riapertura semplice: la Procura ha stabilito di concedere del tempo all’impresa per incaricare un laboratorio esterno per le analisi dei rifiuti contenuti all’interno dell’impianto bituminoso. In questi giorni alcuni specialisti hanno raccolto dei campioni della spazzatura e si attendono i risultati. Inoltre Asfalti Brianza ha presentato anche un piano di smaltimento dei rifiuti che durerà tra i 30 e i 60 giorni dopo i risutlati delle analisi.

I comitati intanto restano alla finestra per capire cosa accadrà nelle prossime settimane.

Nello stesso giorno il comitato di quartiere Sant’Albino ha protocollato una richiesta di accesso agli atti di Arpa: è successo il 18 ottobre, quando ha consegnato agli uffici di via Solferino l’istanza, formale, di poter visionare «tutte le informazioni relative alla vicenda aperta con Asfalti Brianza». In più ha richiesto di installare «appositi dispositivi di rilevamento della qualità dell’aria in tutte le zone interessate dalle emissioni, sulla base delle segnalazioni raccolte». Secondo il comitato è «diritto dei cittadini cosa respirano, qual è il livello della qualità dell’aria nel proprio territorio, il livello di inquinamento di suolo e sottosuolo e chi e come inquina e noi - ha concluso - siamo allarmati per la nostra salute».


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