Caso Aeb-A2a, le minoranze di Seregno all’attacco: nel mirino il sindaco Rossi e il prefetto Palmisani
La sede del gruppo Aeb

Caso Aeb-A2a, le minoranze di Seregno all’attacco: nel mirino il sindaco Rossi e il prefetto Palmisani

Duro comunicato di Tiziano Marinai ed Edoardo Trezzi: i due esponenti della minoranza di Seregno se la sono presa con il sindaco Alberto Rossi e con il prefetto Patrizia Palmisani dopo che i due si sono incontrati per parlare dell'intricato caos giudiziario della fusione tra Aeb e A2a.

L’incontro tra il prefetto di Monza, Patrizia Palmisani e il sindaco di Seregno, Alberto Rossi, avente per oggetto il caso Aeb - A2a dopo le sentenze della magistratura amministrativa che hanno ordinato il ripristino della governance aziendale precedente all’aggregazione. non è proprio andato giù alle minoranze di Seregno. Che, in un comunicato congiunto a firma Tiziano Mariani ed Edoardo Trezzi, contestano come «siano trascorsi ben due mesi dalla sentenza del Consiglio di Stato che, sottolineiamo, ordina precise azioni tutt’ora inevase. La situazione è sempre più grave e opaca. Anche quest’ultimo fatto dimostra tutte le difficoltà del sindaco Rossi sulla questione Aeb-A2a, investito da gravi accuse quali, tra le altre, la corruzione e la turbativa d’asta sulle quali non ha fornito alcun chiarimento pubblico. L’aspetto più grave posto in essere dal sindaco Rossi insieme all’assessore Borgonovo è il persistente atteggiamento superficiale e ambiguo su un’operazione di portata storica per il Comune di Seregno in termini soprattutto economici, con più di 800mila euro di consulenze tecnico legali spese a scapito del contribuente». Il prefetto Palmisani, pochi giorni fa, sulla stessa vicenda, aveva già incontrato le minoranze seregnesi: LEGGI QUI.

«Sussiste una continua mancanza di considerazione da parte del sindaco nei confronti delle sentenze del Consiglio di Stato, organo supremo della giustizia amministrativa italiana, che hanno bocciato l’operazione con A2a - attaccano ancora i due esponenti di opposizione -. Un atteggiamento istituzionalmente censurabile, politicamente inaccettabile. È inammissibile, soprattutto per rispetto della giustizia e dei cittadini, seppur nel legittimo interesse della difesa e nel più volte richiamato principio di innocenza, che il sindaco e l’assessore Borgonovo, accusati di corruzione, parlino di risvolti assolutamente peculiari sotto il profilo normativo e giurisprudenziale in merito alla vicenda. È ora che gli organi preposti intervengano per il rispetto delle istituzioni, ponendo fine ad atteggiamenti pretestuosi e presuntuosi posti in essere da coloro che ricoprono una carica pubblica nell’interesse dei cittadini. In assenza di interventi più volte e a ogni livello istituzionale reclamati, non si potrà che constatare uno spregio gravissimo alla certezza del diritto che finirebbe per porre sullo stesso piano gli autori degli illeciti condannati e gli attori istituzionali che hanno soprasseduto ad intervenire per far applicare i dispositivi delle sentenze». Qui nel mirino di Trezzi e Mariani finiscono la stessa Palmisani e il ministro Lamorgese, alle quali già tempo addietro avevano chiesto di commissariare il Comune.


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