Caso Aeb-A2A: interpellanza della Lega per chiedere trasparenza al sindaco Rossi,  interrogazione M5S al ministro Lamorgese
La sede di Aeb in via Palestro (Foto by Paolo Colzani)

Caso Aeb-A2A: interpellanza della Lega per chiedere trasparenza al sindaco Rossi, interrogazione M5S al ministro Lamorgese

A Seregno è sempre alta l’attenzione nel mondo politico locale sul caso Aeb-A2A. Un’interpellanza è stata depositata al protocollo comunale da parte dal gruppo consigliare della Lega, l’onorevole Tripiedi dell’M5S ha presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Lamorgese

A Seregno è sempre alta l’attenzione nel mondo politico locale sul caso Aeb-A2A. È di questi giorni, infatti, l’interpellanza depositata al protocollo comunale da parte dal gruppo consigliare della Lega, in cui viene chiesta la massima trasparenza e sincerità al sindaco Alberto Rossi, a seguito dell’avviso di garanzia ricevuto affinché dia evidenza pubblica all’informazione di garanzia relativa all’operazione di aggregazione industriale tra Aeb e A2A, ma anche a seguito dell’indagine che la Procura della Repubblica di Monza sta svolgendo sull’ipotesi di reato di “turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”, e per “corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio”.
Avviso di garanzia che è stato recapitato pure all’assessore ai lavori pubblici e alla società partecipate, Giuseppe Borgonovo, al segretario comunale Alfredo Ricciardi, a Loredana Bracchitta, presidente di Aeb, e ai componenti del consiglio di amministrazione.

Nell’interpellanza presentata dalla Lega viene richiesto che non sia una semplice comunicazione ma ci sia un’ampia e adeguata trasparenza a rendere pubblici i termini dell’avvio di garanzia.

Il caso Aeb- A2A, è approdato anche alla Camera dei Deputati a Roma attraverso un’interrogazione al ministro dell’Interno Lamorgese da parte del Movimento 5 Stelle. Nell’interrogazione, primo firmatario l’onorevole Davide Tripiedi, si legge tra l’altro che: “In data 15 ottobre 2019, A2A spa presentava a Aeb spa una manifestazione di interesse avente per oggetto l’invito a uno studio congiunto per una possibile partnership fra A2A e Aeb. Il percorso che realizzava il progetto di partnership si concludeva con la creazione di una nuova società di servizi pubblici. Atto di aggregazione ufficialmente approvato dai consigli di amministrazione di Unareti spa, controllata al 100 per cento da A2A e di Aeb. Operazione che veniva approvata con delibera del consiglio comunale di Seregno n.17 del 20 aprile 2020. All’approvazione seguivano i ricorsi depositati al Tar Lombardia da parte del consiglio regionale del M5S, Marco Fumagalli, del consigliere comunale Tiziano Mariani ( Noi per Seregno) e di altre due ditte del settore, in cui veniva impugnata la delibera, sottolineando l’aspetto più rilevante della questione e cioè che la cessione di quote di Aeb (società pubblica) ad A2A (società quotata), senza aver effettuato alcuna procedura ad evidenza pubblica”.

Il Tar Lombardia, con decisione n.414 del 2021, aveva accolto il ricorso di Fumagalli e Mariani e annullava la delibera del comune di Seregno. Il Consiglio di Stato, in sede di appello, con sentenza 6142 del 2021 pubblicata il 1 settembre scorso confermava la nullità dell’operazione di aggregazione fra Aeb e A2A, giustificandola con la necessità dell’espletamento di un procedimento ad evidenza pubblica.

L’onorevole Davide Tripiedi, rivolgendo l’interpellanza al Ministro Lamorgese, sottolineava che: “Sebbene il Consiglio di Stato abbia confermato l’annullamento della delibera del comune di Seregno, ad oggi lo stesso comune non sembra aver ancora adottato alcun provvedimento di attuazione del dispositivo della sentenza”, e domanda al Ministro: “ se abbia assunto informazioni in relazione ai fatti esposti e se intenda valutare se sussistono i presupposti per adottare le iniziative di competenza, ai sensi delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, considerata le criticità che interessano il comune di Seregno”. Tra i firmatari dell’interrogazione figurano anche il deputato lombardo Stefano Buffagni e l’ex Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

Paolo Volonterio


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