Cani contesi e da restituire: cinque proprietari (su otto) pagano mille euro per tenere gli animali
I cani sequestrati nel 2012

Cani contesi e da restituire: cinque proprietari (su otto) pagano mille euro per tenere gli animali

Cinque delle otto famiglie coinvolte nel caso dei cuccioli sequestrati otto anni fa a un allevatore a cui ora per decisione del tribunale dovrebbero essere restituiti hanno deciso di pagare 1000 euro per chiudere la vicenda e tenere gli animali.

Mille euro per chiudere la vicenda dei cani “contesi” tra le famiglie che li hanno presi in custodia nel 2012, e l’allevatore al quale erano stati sequestrati, e in seguito prosciolto per prescrizione del reato dall’accusa di maltrattamento di animali.

Cinque delle otto famiglie coinvolte, tra cui molti brianzoli, hanno scelto questa soluzione. Quella di un accordo economico con l’allevatore della bergamasca di 62 anni al quale il tribunale di Monza ha riconosciuto il diritto alla “restituzione dei cuccioli” che naturalmente, in questi anni, sono diventati esemplari adulti, entrando di fatto a fare parte delle loro famiglie “adottive”.

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Altri, invece, non sembrano intenzionati a cedere, sentendosi, dal loro punto di vista, “ricattati”.

Sulla vicenda è intervenuta anche Enpa Monza, che aveva annunciato tramite i suoi legali di voler presentare ricorso al tribunale del Riesame. «È stato ignorato il legame che si crea tra questi animali e chi li adotta», hanno spiegato dall’Ente protezione animali, introducendo il tema dell’equiparazione giuridica tra animali e “beni”.

Era il 2012 quando, appena cuccioli gli otto cani (due mastini corsi, e gli alltri di razza Cocker spaniel, Pincher, Yorkshire) vennero posti sotto sequestro dagli agenti della polizia provinciale di Monza davanti a un negozio di giardinaggio di Desio, dove erano stati trasportati per essere venduti al pubblico, anche se in pessime condizioni di salute. Dopo l’intervento della prescrizione sulla vicenda, l’allevatore della bergamasca, più volte denunciato per traffico di cuccioli dall’Est Europa, ha fatto istanza tramite l’avvocato Domenico Di Bernardino, esercitando un diritto riconosciutogli del nostro ordinamento, e ha ottenuto la restituzione dei “beni” (perché tali sono considerati gli animali nel nostro sistema, appunto) finiti sotto sequestro in attesa della definizione del processo.


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