Bivacco alla stazione di Monza: «Una foto per chiedere più controlli»
Monza foto denuncia stazione

Bivacco alla stazione di Monza: «Una foto per chiedere più controlli»

Via Arosio, esterno stazione di Monza: biciclette parcheggiate, persone di passaggio e una decina di nomadi sdraiati nell’aiuola con vestiti stesi sul corrimano ad asciugare. «Questo e poi la situazione di piazza Castello: sembra che non ci sia controllo», racconta la lettrice che ha inviato la foto in redazione.

Via Arosio, esterno stazione di Monza: biciclette parcheggiate, persone di passaggio e una decina di nomadi sdraiati nell’aiuola con vestiti stesi sul corrimano ad asciugare. «Quello che mi ha colpito è che nessuno sia intervenuto per dire che non potevano farlo». È il senso della fotografia della stazione spiegato da chi l’ha scattata martedì 10 luglio e l’ha inviata anche al giornale, dopo averla postata (e cancellata) su un gruppo facebook dedicato ai fatti di Monza: «Perché stavamo scadendo nel razzismo puro: a me non interessa di che colore fossero quelle persone, anche perché non stavano dando fastidio, ma che non ci sia controllo su una zona della città che negli ultimi mesi è decisamente peggiorata. Nessuno si è accorto che stavano stendendo? Nessuno ha detto niente. Il presidio della polizia locale era chiuso e non sembra servire più da deterrente», racconta l’autrice.

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Il discorso si allarga, da via Arosio a piazza Castello: «Una mattina ho trovato una catena tranciata alla velostazione, era circa la metà di giugno, la telecamera di sorveglianza è rotta, le siepi oscurano la visuale: ho scritto e segnalato anche in Comune, la situazione è nota. Soprattutto, sul terrazzino lì di fianco tutti i giorni c’è spaccio e consumo di droga. Lo vediamo tutti i giorni, ma lo vediamo solo noi? Alla mail di martedì, il Comune ha risposto che sono in programma servizi mirati sugli ingressi della stazione. Speriamo, perché l’impressione che si ha è davvero l’assenza di controlli da parte delle istituzioni».

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