Biglietto unico Trenord, la Terzi bacchetta il sindaco Dario Allevi e il presidente  della Provincia di Monza Santambrogio
Pendolari alla fermata del Besanino

Biglietto unico Trenord, la Terzi bacchetta il sindaco Dario Allevi e il presidente della Provincia di Monza Santambrogio

Non è evidentemente piaciuta all’assessore ai Trasporti Claudia Maria Terzi la lettera inviata nei giorni scorsi dal presidente della Provincia di Monza, il leghista Luca Santambrogio, e dal sindaco di Monza Dario Allevi. Nella missiva si suggerivano soluzioni per i rimborsi dei pendolari rimasti orfani del biglietto dei monomodali. Ma l’assessore ha replicato: «Si sono prestati a questa sterile polemica politica»

«Ribadisco che il meccanismo dei rimborsi di Trenord per i pendolari monomodali del Milanese e nel Monzese non si limiterà solo ai prossimi 12 mesi, ma proseguirà anche nel 2021». Lo ha precisato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi, in merito alla lettera del presidente della Provincia di Monza Brianza, Luca Santambrogio, e del sindaco di Monza, Dario Allevi. Un documento spedito nella giornata di giovedì 24 ottobre e firmato anche dall’assessore alla Mobilità di Monza, Federico Arena, e il consigliere delegato Fabio Meroni (tutti di area centrodestra) che riprendeva, chiedendo miglioramenti, «nuove forme di mitigazione da applicare ai clienti che utilizzano i soli servizi ferroviari e che attualmente subiscono un sensibile incremento delle tariffe».

Il sindaco di Monza, Dario Allevi

Il sindaco di Monza, Dario Allevi

La lettera da Monza
Tra le richieste specifiche contenute nella lettera c’era «il superamento del criterio secondo il quale le mitigazioni si applicano solo agli utenti storici dei servizi ferroviari; il superamento del criterio che determina la perdita del diritto alla compensazione in caso di interruzione dell’abbonamento - anche per un solo mese - risultando tale regola lesiva del diritto degli utenti di acquistare gli abbonamenti solo nei periodi di effettivo utilizzo; l’impegno a prolungare le mitigazioni introdotte oltre il termine indicato di 12 mesi, riducendo progressivamente l’importo delle mitigazioni stesse: la ratio della misura è, infatti, quella di accompagnare progressivamente la convergenza fra le tariffe storiche degli abbonamenti ferroviarie le tariffe Stibm, evitando bruschi salti tariffari». Nel documento, infine, si chiedeva una valutazione sulla «necessità dell’autocertificazione della residenza e del luogo di lavoro: gli spostamenti, infatti, possono essere determinati anche da motivazioni diverse da quelle di lavoro stesso» hanno messo nero su bianco i firmatari.

L’assessore Claudia Maria Terzi

L’assessore Claudia Maria Terzi

La replica dell’assessore Terzi
La lettera non è andata giù all’assessore Terzi: «Spiace constatare - ha concluso Terzi - che il presidente Santambrogio e il sindaco Allevi si siano prestati a questa sterile e infondata polemica tutta politica. Ripeto, abbiamo lavorato e stiamo lavorando anche con i rappresentanti dei pendolari per migliorare la situazione del servizio ferroviario, anche rispetto alla scelta unilaterale del Comune di Milano di attivare l’integrazione tariffaria a far tempo dal 15 luglio scorso. Del resto le perplessità e le azioni di Regione dovrebbero essere note al sindaco e al presidente di Provincia di Monza, atteso che gli enti che rappresentano fanno parte dell’Agenzia del Tpl che ha deciso e realizzato l’integrazione tariffaria».

Il presidente della Provincia di Monza, Luca Santambrogio

Il presidente della Provincia di Monza, Luca Santambrogio


«Uniti con gli ospedali, divisi dai treni»

E la lettera di Allevi e Santambrogio non è piaciuta neanche al consiglio provinciale, come ha spiegato in occasione di un evento pubblico organizzato dal Pd di Seregno, il sindaco seregnese Alberto Rossi: «A differenza di quanto avvenuto in tema di sanità, per cui sui contestati azzonamenti delle aziende ospedaliere siamo riusciti a lavorare insieme trasversalmente e speriamo a breve di poter raccogliere i frutti, l’argomento dei trasporti registra invece purtroppo una politicizzazione e di conseguenza una spaccatura tra centrodestra e centrosinistra».

Da sinistra, Pietro Bussolati, Alberto Rossi e Marco Granelli

Da sinistra, Pietro Bussolati, Alberto Rossi e Marco Granelli


«In consiglio provinciale è stata bocciata una nostra mozione, che era finalizzata ad un lavoro sui rimborsi e sulle mitigazioni - ha spiegato il primo cittadino -. Questo è avvenuto nel momento in cui ci è stato comunicato che il presidente dell’ente, il sindaco leghista di Meda Luca Santambrogio, ha inviato alla Regione Lombardia una lettera, firmata anche dal sindaco di Monza Dario Allevi, in cui di fatto vengono portate avanti le medesime istanze. Ciò ha giustificato lo stop alla mozione: la lettera tuttavia non è mai stata condivisa all’interno dell’assise provinciale e ne siamo stati informati solo a cose fatte». Rossi ha quindi compiuto un passo ulteriore: «Sempre nel consiglio provinciale, un rappresentante della Lega ha sostenuto di essere l’unico a poter parlare del problema trasporti, essendo un pendolare. Gli ho risposto che, non avendo mai attraversato il Mediterraneo su un barcone, spero allora che non si occupi più di migrazioni. Al di là di questo, per Seregno siamo di fronte ad una problematica fondamentale. Negli ultimi cinque anni i viaggiatori che ogni giorno salgono sul treno per raggiungere il luogo di lavoro o di studio dalla nostra stazione sono aumentati da 5mila a 14mila. Per questo ho intavolato con Rfi un approfondimento, perché l’evoluzione fa sì che non sia più possibile avere in futuro la stazione che abbiamo oggi. Intanto, però, il consiglio provinciale, pur riconoscendo il caos riguardo soprattutto l’esigenza dei rimborsi agli utenti penalizzati, ha bocciato la mozione che avevamo presentato».

Già introducendo il dibattito, il primo cittadino si era mostrato critico: «Un anno fa, nella nostra stazione, con altri sindaci manifestammo a proposito dei trasporti ferroviari. Ma eravamo solo sindaci di centrosinistra: il centrodestra non rispose all’appello».


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