Besana, la salma dell’alpino Rodolfo Beretta è tornata a casa dopo 102 anni
in cascina menzonigo (Foto by Signorini Federica)

Besana, la salma dell’alpino Rodolfo Beretta è tornata a casa dopo 102 anni

La salma dell’alpino Rodolfo Beretta è tornata a casa, a Besana in Brianza, a 102 anni esatti dalla valanga che lo seppellì sull’Adamello. Prima commemorazione alla cascina Menzonigo in un clima di grande commozione. Domenica 14 ottobre il clou delle celebrazioni.

Il momento è arrivato. Non sarà sceso da quel treno che la sua mamma guardava sempre con gli occhi della speranza, rivolti dalla cascina Menzonigo in direzione della ferrovia. Ma Rodolfo Beretta è tornato a casa. Proprio il 13 ottobre, a 102 anni da quella valanga che lo seppellì sull’Adamello.

Nella chiesetta di  San Carlo

Nella chiesetta di San Carlo
(Foto by Signorini Federica)


Dopo il ritrovamento nell’estate 2017, l’identificazione dell’alpino è stata comunicata nell’aprile 2018 dall’Ufficio beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento: la salma di quel milite (non più) ignoto era quella di Rodolfo Beretta, nato a Besana Brianza il 13 maggio 1886. Apparteneva al distretto militare di Monza ed era in forza al 5° reggimento Alpini. Morì l’8 novembre 1916. Il programma delle onoranze che Besana Brianza ha riservato al caduto è iniziato all’alba, quando un manipolo di besanesi è partito dalla piazza della chiesa, con gonfalone comunale al seguito per raggiungere Trento.

Il ricordo in cascina Menzonigo

Il ricordo in cascina Menzonigo
(Foto by Signorini Federica)


A Trento la cerimonia presso il sacrario dei caduti del cimitero monumentale è stata a cura del Commissariato generale per le onoranze ai Caduti, che si è occupato anche del trasferimento della salma dalla città trentina alla Brianza.

Una prima commemorazione, infatti, è avvenuta a cascina Menzonigo, e con la collocazione della salma nella chiesetta di San Carlo. Erano presenti l’amministrazione comunale con il sindaco Sergio Gianni Cazzaniga, la comunità pastorale Santa Caterina, il Gruppo alpini Villa Raverio, i Combattenti e reduci di Besana, i Combattenti e reduci di Villa Raverio, i bambini della scuola elementare Renzo Pezzani di Villa Raverio. E chiaramente i familiari.

In cascina Menzonigo, tra gli altri, è intervenuto Pier Davide Beretta (Rodolfo era uno prozio): “Bentornato, Beretta Rodolfo Enrico: a nome di tutti i discendenti del bisnonno Paolo, te lo diciamo con tutto il cuore”. Il capogruppo degli alpini di Villa Raverio ha letto invece un componimento dedicato a Beretta. Tutti i presenti erano visibilmente emozionati e coinvolti.

«Sono agitata ed emozionata per questo avvenimento», ha detto Rosa Terruzzi, una delle pronipoti.

Il cuore delle onoranze all’alpino in città saranno domenica 14 ottobre. Il ritrovo è fissato alle 10.15 nel cortile del municipio, per poi muoversi in corteo fino al monumento dei Caduti.

L’alzabandiera in piazza Eugenio Corti anticiperà l’inizio della messa in basilica, cerimonia ufficiale di commemorazione (ore 11) che sarà presieduta dall’arcivescovo Gaetano Bonicelli. Alle 12, un corteo partirà dalla basilica per raggiungere il cimitero di Besana capoluogo, dove avverrà la sepoltura nella cappella dei Caduti di guerra e dei sacerdoti besanesi.


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