Arrestata la banda dei finti avvocati che truffava anziani sacerdoti: soldi a Brugherio

La truffa era quella classica del debito per mancato pagamento di abbonamenti a riviste e prodotti editoriali. Ma la banda dei quattro “finti avvocati” aveva scelto come vittime preferite anziani sacerdoti veneti e friulani. I soldi ottenuti, tra 5 e 25mila euro, arrivavano in banche di Brugherio.
Sacerdoti
Sacerdoti Marco Giovanni Pirovano

Il metodo era quello “classico” dei finti avvocati, che offrivano “consulenza” per un debito maturato a seguito del mancato pagamento di abbonamenti a riviste e prodotti editoriali. Ma quello in cui si era specializzata la banda di truffatori era la scelta delle vittime: solo anziani sacerdoti, meglio se della provincia veneta e friulana. Ora i delinquenti, quattro in tutto, sono stati raggiunti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Monza Silvia Pansini, su richiesta del sostituto procuratore Flaminio Forieri.

A loro, tre uomini e una donna tutti di Milano e Cologno Monzese, viene contestata l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.

Sono 15 gli episodi finiti sotto la lente degli inquirenti brianzoli e dei carabinieri di Padova che hanno condotto le indagini. La competenza è della procura di Monza perché i soldi ottenuti grazie ai raggiri venivano incassati su conti che si appoggiavano in banche di Brugherio e Cologno. Per ciascuna truffa, avrebbero incassato cifre oscillanti tra i 5 ed i 25mila euro ciascuno.
Sembra che la scelta dei religiosi fosse dettata dal fatto che gli stessi venivano considerati persone portate, per indole e “formazione morale”, a riporre una maggiore fiducia verso il prossimo.

Le truffe venivano consumate spacciandosi per legali o funzionari del tribunale di Milano, venuti a conoscenza di falsi contenziosi con aziende editoriali per decine di migliaia di euro. Alla vittime, veniva detto che queste vicende potevano essere chiuse versando “qualche migliaio di euro”.