Architettura interattiva per scoprire le  grandi firme contemporanee di Monza
Monza progetto Archiettura interattiva

Architettura interattiva per scoprire le grandi firme contemporanee di Monza

Sono 25 gli edifici progettati nel Novecento da architetti di fama e raccontati da progetto interattivo dell’Ordine degli architetti dal titolo “AMM Architetture Moderno Monza”.

La città di Teodolinda non è solo Duomo, Arengario, Villa Reale e autodromo: è la premessa da cui sono partiti l’ordine degli Architetti e il Comune per dar vita al progetto “AMM Architetture Moderno Monza”. Il programma, avviato tre anni fa e rallentato dalla pandemia, si è concluso con l’apposizione di targhe in metallo interattive all’ingresso di 25 edifici progettati nel Novecento da architetti di fama tra cui Angelo Mangiarotti, Gio Ponti, Luigi Caccia Dominioni e Justus Dahinden: inquadrando con il cellulare il sensore Rfid, che sarà installato nelle prossime settimane, sarà possibile leggere le schede descrittive pubblicate sul sito dell’ordine.

Monza progetto Archiettura interattiva

Monza progetto Archiettura interattiva

Gli immobili, tra cui complessi residenziali, scuole e chiese, sono tra quelli illustrati nel volume “Monza architetture contemporanee” pubblicato dal Comune nel 2018. Lo stabile più antico su cui è stata apposta la targa è l’ex cotonificio Fossati di via Cavallotti firmato nel 1922 da Piero Portaluppi, il più recente la chiesa di San Giuseppe di Justus Dahinden, conclusa nel 1976. In mezzo ci sono i palazzi datati 1935 di Piero Borradori in via Passerini e di Luigi Bartesaghi in largo XXV Aprile, il centro controllo Rai, nel Parco, disegnato da Gio Ponti negli anni Cinquanta, i primi grattacieli e i progetti di Mangiarotti e Caccia Dominioni realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta.

Monza progetto Archiettura interattiva

Monza progetto Archiettura interattiva

«Abbiamo cercato – spiega la presidente uscente dell’ordine degli architetti Enrica Lavezzari – di diffondere la conoscenza del patrimonio architettonico di Monza che, dal secondo dopoguerra, è stato contraddistinto dalla discontinuità e dallo sviluppo dei primi edifici in altezza, tra cui i palazzi dell’Upim, di via Spreafico e Oxford. Ci auguriamo che progetti simili possano essere replicati in altre città brianzole».

«Abbiamo lavorato a lungo insieme il Comune – aggiunge il suo vice Andrea Meregalli – per recuperare le informazioni sui singoli stabili: in futuro ci piacerebbe organizzare tour, anche per le scuole, alla loro scoperta».

«Abbiamo voluto – afferma il sindaco Dario Allevi – offrire ai cittadini una prospettiva nuova per scoprire opere dal grande valore che sono sotto gli occhi di tutti, ma che l’abitudine non ci fa vedere».

«Il libro pubblicato tre anni fa – commenta l’assessore all’Urbanistica Martina Sassoli – si sofferma non solo sui complessi residenziali ma anche sugli spazi sportivi, sulle scuole e sulla creazione di nuovi quartieri tra cui quello di San Rocco: è di grande attualità in quanto Monza, con la variante normativa al Piano di governo del territorio, sta affrontando un nuovo passaggio, che sarà segnato dall’arrivo della metropolitana, e che l’accompagnerà nei prossimi trent’anni».

L’elenco dei 25 immobili contrassegnati dalle targhe interattive sarà pubblicato sul sito www.ordinearchitetti.mb.it.

Monica Bonalumi


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