Albiate: due 15enni non vanno a scuola, restano imprigionate e fingono di essere state aggredite da sconosciuti
Una pattuglia di carabinieri

Albiate: due 15enni non vanno a scuola, restano imprigionate e fingono di essere state aggredite da sconosciuti

Sono state tratte in salvo dai carabinieri di Carate e dai vigili del fuoco. In mattinata hanno raggiunto una zona boschiva vicino al Lambro e poi si sono arrampicate su un rudere salvo poi non riuscire più a scendere.

Si sono inventate di essere state aggredite da sconosciuti per non dire ai genitori di aver saltato la scuola. Due 15enni sono state ritrovate infreddolite, mercoledì 14 aprile, in serata, nei pressi del fiume Lambro, ad Albiate. Al mattino erano state lasciate dai genitori alla fermata dell’autobus per raggiungere una scuola del Lecchese. Ma quando, nel pomeriggio, mamme e papà non le hanno viste rientrare a casa e non sono riusciti a raggiungerle al telefono, si sono rivolti al comando dei carabinieri di Carate Brianza.

L’allarme è scattato alle 18. Il tempo per svolgere le ricerche, prima del calare del buio, era limitato. Nel frattempo le due giovani si sono fatte vive con una telefonata allarmante: «Aiuto, stavamo camminando, ci hanno preso, non so dove mi trovo» ha detto una di loro. I militari grazie ai telefonini delle due ragazze accesi, le hanno geo-localizzate in una fitta zona boschiva nei pressi del Lambro, ad Albiate, al primo piano di un rudere abbandonato. Grazie all’intervento dei vigili del fuoco, sono state tratte in salvo. Una volta fuori hanno raccontato di non sapere come fossero finite lì. Ricordavano solo di essere state aggredite da sconosciuti.

Attivata la procedura “antiviolenza” le due minori sono state visitate presso la clinica Mangiagalli di Milano dove, fortunatamente, è stata esclusa la violenza. Intanto, sul luogo del ritrovamento i militari hanno trovato tracce di cibo, coperte ed effetti personali. Dall’ispezione degli zaini saltano fuori effetti personali che hanno fatto supporre un allontanamento organizzato. Tuttavia le due ragazze hanno continuato a negare. Trascorse due ore, tuttavia, hanno raccontato la seconda versione: non avevano voglia di andare a scuola e avevano intenzione di starsene sole per qualche giorno. Così, preso un po’ di cibo in un supermercato e si sono dirette nel bosco salvo poi pentirsene. Ma sono rimaste prigioniere nel rudere, dalle porte e finestre sbarrate, nel quale si erano introdotte grazie alle tecniche di arrampicata conosciute da una delle due. Una volta al primo piano non sono più riuscite a scendere e hanno chiamato i soccorsi.


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