Aiuto alle famiglie: Esselunga con Caritas Seregno lancia la “spesa sospesa”
Un volontario della Caritas di Seregno

Aiuto alle famiglie: Esselunga con Caritas Seregno lancia la “spesa sospesa”

I clienti, se vorranno, potranno devolvere parte dei loro acquisti ai bisognosi direttamente alla cassa, senza recarsi ai centri di raccolta. Un’idea che potrebbe vedere anche l’adesione di altri supermercati della città.

A breve, a Seregno, Esselunga, appoggiandosi alla Caritas locale, avvierà la “Spesa sospesa” in aiuto alle famiglie in difficoltà, un’idea che potrebbe vedere anche l’adesione di altri supermercati della città. Come funziona? Un cliente, se vorrà, potrà devolvere parte dei suoi acquisti ai bisognosi direttamente alla cassa, senza recarsi ai centri di raccolta. L’idea è partita autonomamente da Esselunga, che ha poi chiesto al Comune a quale realtà avrebbe potuto appoggiarsi per la distribuzione ed è stata appunto reindirizzata a Caritas.

«Quello della ‘spesa sospesa’ è un progetto che partirà a pieno ritmo nei prossimi giorni - sottolinea Gabriele Moretto, responsabile della Caritas cittadina -. Stiamo lavorando per accogliere i prodotti che arriveranno anche dagli altri supermercati che vorranno aderire, quindi presto riusciremo a sfruttare appieno questo grande aiuto. Già un privato cittadino ha messo a disposizione nei giorni scorsi un suo magazzino di 80mq dove stoccare i beni destinati ai pacchi famiglia».

In questi giorni verrà sottoscritto un protocollo tra Comune e l’ente parrocchiale per istituzionalizzare la collaborazione con i punti vendita, in modo da dare istruzioni che siano valide anche in futuro.

«Sono aumentate di un terzo le famiglie che eravamo abituati ad assistere in circostanze normali - spiega ancora Moretto - e in questi giorni sono arrivate a 130, crescendo di venti unità soltanto nell’ultima settimana. Possiamo dire però che per ora la distribuzione del pacco viveri per le famiglie, effettuata una volta alla settimana cambiando ogni volta quartiere, sta funzionando. Riusciamo a mantenere i ritmi prefissati e a garantire che i beni arrivino sempre; nonostante volontari anziani non abbiano potuto operare, infatti, sono stati tanti i nuovi cittadini disposti ad aiutare Caritas in questa situazione di crisi».


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