Acqua per centri sportivi e parchi pubblici dai pozzi di prima falda: il punto sul maxi progetto di BrianzAcque
La realizzazione di un pozzo di prima falda

Acqua per centri sportivi e parchi pubblici dai pozzi di prima falda: il punto sul maxi progetto di BrianzAcque

Brianza sempre più green con impianti sportivi e aree verdi irrigate dai pozzi di prima falda. Dal 2021 al 2025, in programma 19 interventi, tutti su impianti di proprietà pubblica. Interventi targati BrianzAcque.

Sei strutture in fase di progettazione, 11 per le quali sono in corso i relativi studi di fattibilità e altre 2 oggetto di indagini di approfondimento idrogeologico. Sono i pozzi di falda che BrianzAcque sta attivando in queste settimane. Si tratta di pozzi che captano l’acqua, come suggerisce il nome, di prima falda, che non può essere bevuta ma che molto si presta all’irrigazione delle aree verdi o sportive. La multiutility idrica brianzola ne ha già realizzati due, uno a servizio del centro sportivo di Bernareggio e l’altro del campo da golf di Carnate, nel Vimercatese. Ma è nell’arco degli ultimi mesi che l’attività di pianificazione di questi impianti ha preso particolare slancio tanto che, a regime, saranno venti i pozzi, tutti a uso e consumo di aree “green”, esclusivamente di proprietà pubblica. Cantieri che hanno ricevuto un finanziamento dall’Ato di Monza e Brianza per 1 milione di euro nel triennio 2020-2022 e l’aggiunta di un importo analogo per il 2023-2025.

Enrico Boerci

Enrico Boerci

«I pozzi di prima falda sono importantissimi in quanto garantiscono una gestione sostenibile dell’acqua- spiega il presidente e amministratore delegato di BrianzAcque, Enrico Boerci - Permettono di non sciupare quella potabile, utilizzandola in modo sempre più smart con un minor sfruttamento delle risorse acquifere più profonde. Inoltre, consentono un abbattimento dei costi per la collettività, in quanto le amministrazioni municipali proprietarie degli impianti risparmiano sulle bollette e noi -gestori- riduciamo quelli relativi al processo di potabilizzazione dell’acqua”. La volontà di dotare la Brianza di pozzi di prima falda nasce da una manifestazione d’interesse alla quale hanno risposto 22 Comuni soci sui 56. Quasi la metà degli enti locali serviti si sono detti favorevoli all’avvio di attività di valutazione preliminare sulla fattibilità di questi interventi. Il settore progettazione e pianificazione dell’azienda idrica ha quindi dato corso a uno studio idrogeologico, che ha valutato la compatibilità tra i pozzi ad uso inaffiamento da realizzarsi nei luoghi indicati dagli stessi Comuni e i pozzi idropotabili di BrianzAcque esistenti e collegati agli acquedotti. L’iter procedurale per la costruzione di un pozzo di prima falda è lungo e complesso in quanto comporta numerosi passaggi: in media, occorrono dai 9 ai 10 mesi.

Un pozzo di prima falda

Un pozzo di prima falda


Attualmente, sono in progettazione 6 pozzi, per i quali è già stata presentata la domanda di concessione per la derivazione d’acqua sotterranea e l’autorizzazione alla perforazione alla Provincia di Monza e Brianza. Entro l’estate 2021, BrianzAcque conta di dare il via alla trivellazione di pozzi di prima falda per i centri sportivi di Vimercate (via Lodovica), di Busnago (via Piave), di Lissone (via Dante) e del laghetto situato all’interno dell’Oasi Belvedere a Sovico (via Martiri del Terrorismo). A questi, faranno seguito Muggiò (centro sportivo Superga di via Legnano) e Cogliate (centro sportivo di via XXV Aprile). Indagini di approfondimento sono appena state completate anche a Burago (centro sportivo di via Turate) mentre a Biassono sono in fase di svolgimento (Via Parco). Infine, si sta lavorando alla redazione degli ultimi 11 studi di fattibilità propedeutici alla progettazione.

I pozzi sono “scavati” tutti con lo stesso diametro ma con profondità diverse, variabili dai 45 metri ai 100 metri, a seconda di dove si trova la prima falda freatica. In tutti viene istallata una pompa che garantisce la portata massima di 8 litri al secondo. Una volta prelevato, “l’oro blu” è convogliato in un serbatoio di accumulo che funge sia da polmone di riserva, sia per mitigare la temperatura dell’acqua. La risorsa idrica viene quindi incanalata nel sistema di irrigazione esistente e utilizzata per bagnare e manutenere il verde dei campi sportivi, che necessita dell’impiego di ingenti quantitativi d’acqua.


© RIPRODUZIONE RISERVATA