A Seregno le “legnate” da dare ai giovani che affollano il centro spaccano “Ripartiamo”
I controlli dei carabinieri in piazza Vittorio Veneto

A Seregno le “legnate” da dare ai giovani che affollano il centro spaccano “Ripartiamo”

A Seregno la mala movida sta surriscaldando gli animi politici: e sottolineature e distinguo stanno scavando un fossato all’interno di “Ripartiamo”, lista civica e associazione.

La rissa verificatasi sabato 27 febbraio in piazza Vittorio Veneto a Seregno ed i successivi provvedimenti decisi dall’amministrazione comunale, con le limitazioni alla vendita ed al consumo di alcolici nei weekend, hanno provocato reazioni anche al di fuori del consiglio comunale, che sul tema si è confrontato giovedì 4 marzo. In un comunicato, l’Associazione Ripartiamo, componente fondante della lista civica Ripartiamo Insieme, che nelle ultime amministrative ha sostenuto in prima battuta la candidatura a sindaco di Carlo Mariani e poi ha appoggiato Alberto Rossi in sede di ballottaggio, ha espresso «forte preoccupazione per la situazione socio-culturale in cui si è scivolati» e si è augurata che «ogni strumento venga utilizzato nell’affrontare la questione, dalle attenzioni da parte delle famiglie e degli educatori, fino alle istituzioni ed alle forze dell’ordine preposte, queste ultime affinché siano presenti ed intervengano sistematicamente sul territorio, anche sul fronte delle giuste e necessarie sanzioni».

La sottolineatura che «non saranno certamente le legnate evocate umoralmente ed a titolo personale da un consigliere comunale a risolvere il problema, risposta semplicistica che attesta, tra l’alto, un innegabile senso di frustrazione nel richiamare le soluzioni più superficiali, se non inattuabili» ha quindi segnato ancora di più la distanza da Davide Vismara, consigliere comunale eletto proprio nelle fila di Ripartiamo Insieme, con cui da tempo i rapporti sono ai minimi storici e che, a caldo, aveva appunto indicato nelle legnate ai giovani la soluzione. «Questa associazione - ha replicato Vismara - sarà tra i fondatori della lista civica Ripartiamo Insieme, ma oggi la sua posizione non è certamente maggioritaria al suo interno ed io, in quanto capogruppo consiliare, ritengo di potermi esprimere come meglio credo, non in modo umorale ma ragionato, con concetti che, probabilmente, possono garantire alla coalizione di cui facciamo parte il favore anche di elettori del centrodestra. Dopodiché, se a qualcuno questo mio comportamento non piace, non è un problema mio».

Nella già citata seduta del consiglio comunale di giovedì 4 marzo, la maggioranza di centrosinistra ha respinto un ordine del giorno di censura di queste dichiarazioni presentato dalle minoranze di centrodestra, con Vismara che ha spiegato di aver parlato di «modalità operative delle forze dell’ordine», mentre Edoardo Trezzi, capogruppo della Lega, movimento in cui Vismara ha militato a lungo, ha definito la mancata presa di distanza da parte della coalizione che sostiene il sindaco Rossi una «vergogna», anche «perché chiedevamo un’iniziativa per la giornata internazionale dell’educazione non violenta del 30 aprile». Il presidente dell’assise Pietro Amati, esponente di Ripartiamo Insieme, in questa circostanza non ha votato, poiché dell’argomento non si era discusso in seno alla lista. Infine, con un comunicato sulla sua pagina di Facebook, il comitato di quartiere del centro e di San Rocco, i cui esponenti si sono recentemente confrontati con l’amministrazione in videoconferenza, si è dissociato dall’ordinanza inerente gli alcolici, evidenziando che «non ci sembra corretto, in un periodo di emergenza, non solo sanitaria, ma anche e soprattutto economica, penalizzare una categoria di esercenti già in grave sofferenza da un anno. Le soluzioni da adottare sono ben altre».


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