A Paderno la polizia locale vuole un cane antidroga
La presentazione del progetto a Paderno

A Paderno la polizia locale vuole un cane antidroga

VIDEO - Una delle poche unità cinofile della Polizia locale in Lombardia: si profila come una eccellenza assoluta l’idea di Paderno di dotare il Comando di via Grandi di uno o più cani anti droga, che sarebbero in affidamento a un agente e vivrebbero in simbiosi con il conduttore.

Una delle poche unità cinofile della Polizia locale in Lombardia: si profila come una eccellenza assoluta l’idea di Paderno di dotare il Comando di via Grandi di uno o più cani anti droga, che sarebbero in affidamento a un agente e vivrebbero in simbiosi con il conduttore. Con la possibilità di fare anche operazioni al di fuori dei confini della città nei centri limitrofi in appoggio e su chiamata delle forze dell’ordine.

Sui modi e costi di questo intervento, a inizio settimana ha relazionato lo stesso Mazzini, responsabile dell’unità cinofila della Locale di Milano. L’occasione è stata la commissione legalità appena istituita dalla giunta Alparone, che ha proposto questa idea di mettere a disposizione delle forze dell’ordine il fiuto potenziato di un cane per scovare lo spaccio. Ma anche per intercettare transiti di grossi quantitativi di sostanze stupefacenti.

Visto che Paderno Dugnano è comunque una località attraverso la quale ogni giorno passano migliaia di genti di ogni tipo, attraverso le sue numerose vie di passaggio inter comunali. Il costo di un amico a quattro zampe non dovrebbe essere nemmeno eccessivo. 5 euro e 50 al giorno di alimentazione e cura, meno della manutenzione di una moto di un qualsiasi centauro della Polizia locale. Un costo totale di 2mila euro all’anno. Mentre, per quanto riguarda la start-up del progetto lo stesso Mazzini consiglia uno stanziamento di partenza di 15mila euro, che coprono anche la burocrazia, assicurazioni, spese mediche e altro.

Un investimento che poi può rientrare nei bilanci degli anni successivi in caso di parziale mancato utilizzo. Convinto anche il vice comandante della Locale padernese Paolo Betti, per il quale «una presenza costante del cane e del conduttore davanti alle scuole, nei parchi e nei punti critici dello spaccio porta i pusher a spostarsi fuori dai confini territoriali».

L’animale deve essere tenuto in perfetta forma e sottoposto a continuo addestramento, deve essere impegnato in missioni ed esercitazioni per evitare di «saltare» la droga, come si dice in gergo quando l’agente incaricato dell’accompagnamento si accorge che il fiuto inizia a fare cilecca. Per il resto, nel caso della piena operatività, il territorio viene bonificato nel giro di pochi mesi e il pastore tedesco più diventare testimonial dell’anti droga.


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