A Monza nascono gli hotel per le api: casette e fiori per svernare e riprodursi
Api: la loro presenza e sopravvivenza è sintomo di qualità ambientale

A Monza nascono gli hotel per le api: casette e fiori per svernare e riprodursi

Sono gli insetti simbolo della qualità ambientale e allora tanto vale dar loro casa: così nascono gli hotel per le api di Monza, casette e fiori dedicati per passare le stagioni fredde e potersi riprodurre. Grazie a “Bella Jajo”.

Alloggi e residenze speciali in arrivo a Libertà, nei dintorni del centro civico: offriranno rifugio a vespe e api, coccinelle e calabroni. Sono gli hotel per insetti previsti all’interno delle due nuove isole ambientali “Bella Jajo”. Ad anticiparlo i genitori di Jacopo, Rocco Abramo e Silvana Garibaldi: il progetto ha ricevuto un contributo attraverso il bando “Change Up”, promosso da Fondazione Acra e da Desbri nell’ambito del progetto “Freedom Up” finanziato da Fondazione Cariplo. La posa delle piccole strutture in legno, in grado di offrire un riparo agli insetti nei mesi invernali e un rifugio sicuro nel periodo della riproduzione, sarà accompagnata anche dalla piantumazione di alberi e arbusti in grado di attirare le api: ad esempio l’evodia, meglio noto come albero del miele, e la lavanda.

«Tutelare le api in città è importante - hanno spiegato Abramo e Garibaldi - Le piante scelte producono molto nettare, che attira gli insetti impollinatori e talvolta anche alcuni uccelli. Piante del genere sono fondamentali non solo per l’apicoltura, ma anche per l’agricoltura e l’orticoltura». Calendario alla mano, i lavori per la realizzazione delle due nuove aree verdi dovrebbero prendere il via subito dopo l’estate, ai primi di settembre, per concludersi entro la fine dello stesso mese: la speranza è anche quella di riuscire a organizzare una piccola cerimonia di inaugurazione. Come le altre già realizzate in città, anche queste due nuove isole ambientali saranno accompagnate da una panchina e da una targhetta che racconta le origini del progetto.

Alcuni sostenitori di Bella Jajo

Alcuni sostenitori di Bella Jajo

“Bella Jajo” nasce ormai più di anno fa: per ricordare Jacopo Abramo, giovane nato e cresciuto in quartiere e scomparso a soli 24 anni per un male incurabile nel dicembre 2018. Jajo studiava ingegneria energetica al Politecnico di Milano ed era sensibile alle tematiche ambientali: per tenere vivo il suo ricordo e per raccogliere da fondi da destinare sia alla ricerca per la lotta al cancro, sia alla salvaguardia dell’ambiente, più di un anno fa il gruppo “Bella Jajo” si è trasformato in un’associazione. La prima isola ambientale è stata realizzata in via Bertacchi, dove Jacopo era solito trovarsi con gli amici: nelle intenzioni dei genitori dare vita a nuove aree verdi in tutti i quartieri della città, soprattutto in quelli più penalizzati da una massiccia presenza di asfalto e di cemento. Per raccogliere fondi in passato è stato organizzato anche un tornei di calcio. Ma i progetti dell’associazione non si fermano qui: per ora, hanno riferito i genitori, la collaborazione con l’amministrazione comunale è stata molto positiva.

«Pensiamo già alla prossima iniziativa: la realizzazione di un boschetto fiorito, sempre con l’obiettivo di tutelare e salvaguardare le api: ormai in campagna si usano così tanti diserbanti che quegli insetti finiscono per trovare rifugio in città, e a pensarci è incredibile», hanno spiegato nei giorni scorsi, proprio mentre con gli amici del figlio, ex giocatore della Gerardiana ed ex studente del Frisi, era stato organizzato un momento di incontro e di ritrovo: una tradizione nata con l’intenzione di ricordare Jacopo proprio nei giorni in cui nel 2013, in Interrail con gli amici, avrebbe dato il via alle sue vacanze di maturità in Spagna.


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