A Monza il giardino di Prader Willi, progetto pilota in Italia
Monza Orti associazione Prader Willi via Ravel (Foto by Fabrizio Radaelli)

A Monza il giardino di Prader Willi, progetto pilota in Italia

C’è un nuovo giardino a Monza, è in via Ravel. Un progetto di rivalorizzazione di un’area un tempo incolta e abbandonata, che grazie alla determinazione dell’associazione Prader Willi Lombardia è oggi diventato realtà.

C’è un nuovo giardino a Monza, è in via Ravel. Un progetto di rivalorizzazione di un’area un tempo incolta e abbandonata, che grazie alla determinazione dell’associazione Prader Willi Lombardia è oggi diventato realtà.

Meno di un anno fa Alberto Vezzoli, presidente della sezione regionale dell’associazione che rappresenta 150 pazienti lombardi affetti da questa rara malattia genetica, tre solo a Monza, aveva presentato la sua proposta alla consulta San Biagio e Cazzaniga, per destinare quell’area incolta ai ragazzi dell’associazione e non solo, e far diventare quel giardino spoglio un vero e proprio orto didattico. Oggi quell’idea è diventata una realtà unica in Italia. Il giardino di via Ravel, infatti, è stato presentato alle altre sedi regionali dell’associazione Prader Willi come progetto pilota esportabile anche altrove.

«La nostra è la prima associazione ad aver avuto questa idea e ad aver ottenuto il permesso di poterla realizzare – spiega Vezzoli - Se il giardino di Monza dovesse funzionare come speriamo, questa esperienza potrebbe essere esportata anche altrove, con i medesimi benefici».

Il nuovo giardino di via Ravel si presenta oggi come un piccolo giardino botanico ma non solo. Tra i fiori e i cespugli si potranno trovare tartarughe di terra, le vasche per le tartarughe d’acqua e lo spazio per le arnie.

«Io stesso sto frequentando un corso per diventare apicoltore – spiega Vezzoli - Sarebbe bello produrre il nostro miele proprio in questo giardino».
Ma non solo. Sono state collocate anche delle voliere che ospitano pappagallini e uccellini. «I nostri ragazzi faticano a svolgere attività sedentarie e ripetitive tipo l’assemblaggio – aggiunge il presidente dell’associazione -. Prendersi cura di piccoli animali, nutrirli e vederli crescere darebbe loro grandissima soddisfazione».

Il giardino prevede anche una zona destinata all’orto che sta già dando alcuni frutti. Ma le idee degli organizzatori non finiscono qui. «Ho conosciuto un’azienda brianzola che produce zafferano e abbiamo pensato che potremmo provare a piantarlo anche nel nostro giardino».

Dunque un’area destinata all’abbandono di 2.300 metri quadrati restituita al quartiere e alla città completamente rinnovata. «Ci abbiamo lavorato da gennaio. È stato un lavoro durissimo ma vederlo ora ci riempie di soddisfazione. Il prossimo passo sarà fare rete con le scuole del territorio e con altre associazioni, perché più gente possibile possa godere di questo spazio».


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