A Desio scoppia il caso dei pendolari dell’elemosina
Desio, elemosina a un semaforo (Foto by Paola Farina)

A Desio scoppia il caso dei pendolari dell’elemosina

A Desio aumenta la presenza di questuanti africani, asiatici o dell’Europa dell’Est. La Polizia locale sta procedendo all’accertamento della loro identità. L’assessore Buonvicino: «Ne abbiamo parlato con il prefetto».

Si vedono davanti a bar e panetterie, nei parcheggi dei supermercati o agli incroci con i semafori. In centro e in periferia. Giovani e meno giovani. Uomini e donne, soprattutto africani, ma anche dell’Europa dell’Est o asiatici. I mendicanti che chiedono l’elemosina sono arrivati anche a Desio. Ci sono da molto tempo. Ma sembra che negli ultimi mesi la loro presenza sia aumentata.

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È difficile capire da dove arrivano, dove dormono, come giungono a Desio. Sicuramente non vivono in città. Lo hanno accertato anche i volontari della Caritas e del Gruppo Solidarietà Stranieri, che più volte hanno provato a parlare con loro.

«Non vivono a Desio ma arrivano qui durante il giorno» spiega Giulio Bonaita. Il sospetto è che i mendicanti siano gestiti da altri e che dietro la loro presenza ci sia il racket. Ma per ora non c’è nessuna certezza. I servizi sociali del comune stanno monitorando la situazione.

«Conosciamo il fenomeno – dice l’assessore ai servizi sociali Paola Buonvicino – Ne abbiamo parlato col Prefetto. Stiamo procedendo all’accertamento delle identità dei mendicanti, attraveso i controlli della polizia locale. Poi comunicheremo i dati in Prefettura, per cercare di capire lo status di queste persone: si tratta di profughi in attesa del permesso? O di rifugiati a cui è stata negata la protezione? È importante non fare confusione. L’elemosina in sé, ci tengo a precisarlo, non è un reato. Lo diventa se è molesta».

L’opposizione di centrodestra va all’attacco. I consiglieri di minoranza parlano di “invasione” e di situazione “insostenibile” e chiedono un intervento più incisivo.
«Se prima era massima allerta, ora è emergenza. Il centro città è invaso da stranieri a caccia di una moneta o da insistenti venditori abusivi di rose e i cittadini costretti a slalom per evitare l’assalto» sostiene la Lega in una nota.

«Ho presentato in consiglio un’interrogazione per chiedere agli assessori e al sindaco cosa stanno facendo per contrastare l’accattonaggio molesto - dichiara Simone Gargiulo, consigliere della Lista Civica per Desio - Considerando che molti sono stranieri sfruttati dal racket, e tenuto conto del momento storico in cui viviamo, è necessaria un’azione da parte del comune per controllare il territorio, identificando tutti coloro che stazionano e, se necessario, allontanandoli. Il supporto delle prefetture è indispensabile, ma è anche indispensabile una regolamentazione seria ed efficace a livello comunale».

«È necessaria un’ordinanza che vieti ogni forma di accattonaggio, sollecitare o chiedere denaro o altra utilità economica»aggiunge Martina Cambiaghi segretaria del Carroccio.


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