Prendere un secondo cane: le accortezze e gli errori più comuni
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Prendere un secondo cane: le accortezze e gli errori più comuni

La rubrica Consigli a Sei zampe affronta l’arrivo di un secondo cane in famiglia. Risponde la dottoressa Anna Randazzese, Istruttrice Cinofila.

Buongiorno, ho un cane di 8 anni e vorrei prenderne un altro. Quello che ho ora è un pastore tedesco e non so se prenderne un altro della stessa razza, magari femmina, o proprio una razza diversa o anche un meticcio. Ho letto di prenderlo cucciolo così il primo lo accetta di sicuro, ma è vero? Silvia

Buongiorno, l’inserimento del secondo cane è un tema più delicato di quanto si pensi. Spesso viene fatto con leggerezza e i problemi che possono sorgere non sono indifferenti; non è infatti scontato che il primo cane sarà felice dell’arrivo del nuovo elemento all’interno della famiglia.

Innanzitutto bisogna conoscere molto bene il cane che si ha già perché ogni individuo è unico, con un vissuto e una genetica diversi da chiunque altro, quindi non solo non è detto che sia propenso ad accettare con gioia l’arrivo di un altro cane, ma la scelta del secondo cane va fatta con cura. Una consulenza con un professionista può certamente aiutare in modo puntuale nella valutazione sia se sia una scelta corretta, sia, in caso affermativo, di che tipo di soggetto andare a scegliere.

Non tutti i cani adulti amano i cuccioli, ad esempio: benchè per noi un cucciolo di cane sia qualcosa di assolutamente irresistibile e ispiri tenerezza e gioia, non sempre è così per i cani: i cuccioli sono irruenti, vivaci, chiassosi e quando un cane raggiunge la maturità può trovare faticoso e a volte anche fastidioso, un cucciolo.

Anche sul sesso del nuovo arrivato non bisogna dare le cose per scontato: non è infatti detto che sia necessario avere un maschio o una femmina; in molti casi è la scelta migliore, ma non sempre.

Sarebbe anche utile capire che caratteristiche ha il cane che già vive a casa: è possessivo? È territoriale? È geloso? E anche, ha mai vissuto con un altro cane o per 8 anni è stato “il cucciolo di casa”? In quest’ultimo caso, si rischia di metterlo in una situazione scomoda, in cui dovrà dividere il tempo, gli affetti, i giochi, gli spazi, con un altro cane e questo potrebbe mandarlo in grande frustrazione. Inoltre, è importante sapere che tipo di esperienze sociali ha vissuto: è un cane abituato a interagire da libero con altri cani? Come si comporta? Senza tutte queste risposte è impossibile dare un’indicazione puntuale, ma è importante sapere che questi sono tutti aspetti fondamentali per fare la scelta giusta.

Oltre a decidere quale tipo di cane prendere bisogna anche essere ben consapevoli che la gestione di due cani non è banale, richiede tempo, energia, soldi, più che averne solo uno. I cani devono mantenere la loro individualità: non è sano che vivano in simbiosi e facciano sempre tutto insieme, perché si rischia di fare vivere una vita di costanti compromessi a entrambi. Immaginiamo che a uno piaccia andare nel bosco e l’altro sia un pignone, faremo quello che va bene al primo o al secondo? in entrambi i casi, se non manteniamo una gestione almeno in parte individuale, qualcuno dovrà accontentarsi. È un po’ come quando si hanno due figli, non si può imporre di fare entrambi le stesse cose per una questione di comodità: ognuno ha le sue attitudini e inclinazioni e, sebbene sia giusto che in una famiglia tutti debbano un minimo adattarsi, non ha senso prendere un secondo cane se poi non si ha il tempo e la voglia di seguirlo come meriterebbe.

Il discorso quindi è ampio, mi preme sottolineare che il pensiero “prendo un secondo cane tanto ne ho già uno non mi cambia nulla” non sia corretto. Peraltro anche le dinamiche di branco fanno la loro parte: un cane che è sempre andato d’accordo con i suoi simili potrebbe agire diversamente se si sente più forte con una spalla al suo fianco, oppure se sente di dovere proteggere qualcuno. Quasi sempre i cani hanno comportamenti diversi se si trovano da soli o con gli altri cani di famiglia e questo va tenuto in considerazione.

Il mio consiglio è quindi di rivolgersi a un professionista della sua zona che possa aiutarla, conoscendo lei, il suo cane e le dinamiche familiari, a scegliere la strada giusta per il benessere di tutti.

Anna Randazzese *

* Laureata in psicologia e Istruttrice Cinofila, lavora sul territorio di Monza e Brianza con attività individuali e collettive, proponendo percorsi di educazione e riabilitazione comportamentale a tutti i tipi di cani, dai cuccioli appena arrivati a casa a cani adulti con problematiche comportamentali anche complesse. Potete visitare il sito web www.aseizampe.com o visitare la pagina facebook Aseizampe


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