Soltanto due giorni prima era tornato allo stadio Ferruccio con la sua Baranzatese, imponendo al Seregno Fbc il pareggio a reti bianche, in una sfida importante in chiave playoff nel girone B del campionato di Eccellenza. Gli amici del periodo tra il 2013 ed il 2017, quando era stato presidente del 1913 Seregno, lo avevano ritrovato con la vitalità e la sfrontatezza di sempre. Anche per questo, quando nel pomeriggio di martedì 20 gennaio si è sparsa la notizia del suo decesso, il primo sentimento è stato quello dell’incredulità. Stiamo parlando di Paolo Leonardo di Nunno, classe 1948, imprenditore pugliese di origine e residente a Cormano, che del calcio lombardo era uno dei volti più noti.
Lutto: un percorso sportivo variegato
Presidente del Canosa, in serie D, negli anni ottanta, Di Nunno si era fatto conoscere al territorio brianzolo nel 2013, quando era subentrato ad Eros Pogliani alla guida del 1913 Seregno. Personaggio fuori dagli schemi ed imprevedibile, capace di essere generoso all’eccesso ed egualmente di dichiarazioni che tutto erano, fuorché diplomatiche, Di Nunno era presto riuscito a guadagnarsi la stima dell’ambiente, facendo sognare in un paio di circostanze il salto dalla serie D alla serie C alla tifoseria. Il mancato raggiungimento dell’obiettivo ed il deterioramento dei suoi rapporti con la piazza e l’amministrazione comunale lo avevano quindi spinto all’addio, che aveva preceduto l’approdo al Lecco, raccolto sull’orlo del fallimento e portato dalla serie D alla serie B, che su questa sponda del lago mancava da mezzo secolo. L’immediata retrocessione però aveva anticipato l’uscita di scena ed il ritorno a casa, con il matrimonio con la Baranzatese, trascinata di forza alla vittoria nel campionato di Promozione soltanto la scorsa primavera.
Lutto: un libro riassume la sua esperienza
Di Nunno aveva riassunto la sua ricca esperienza calcistica in un libro, dal titolo “Tutti i miei campi. Dalla terra di Canosa alla serie B”, pubblicato da poche settimane e disponibile su Amazon.