I cani e le dinamiche di branco

Cosa succede quando portiamo a spasso i nostri cani insieme? La dottoressa Anna Randazzese, Istruttrice Cinofila, spiega le dinamiche di branco.
Cani  rubrica SeiZampe - foto creata da freepik - it.freepik.com
Cani rubrica SeiZampe – foto creata da freepik – it.freepik.com

Buongiorno, ho due cani, uno di taglia piccola, un mix pinscher e uno di taglia medio grande, un meticcio non meglio definito. Quando li porto a spasso singolarmente sono bravissimi, ma quando esco con entrambi è un incubo. Al guinzaglio fanno i matti se incontriamo un altro cane e da liberi, che normalmente non hanno problemi con gli altri, tendono ad essere più aggressivi e a spalleggiarsi tra loro. Come mai succede questo e come posso fare? Alessandra

Buongiorno Alessandra, le dinamiche di branco non sono sempre di facile interpretazione, ma quello che dobbiamo sempre tenere presente è che si creano, che ci piaccia o no, più o meno forti, quando più cani vivono insieme. In realtà non è necessario nemmeno che vivano insieme (men che meno che siano parenti di sangue), ma è sufficiente che i due cani si frequentino molto spesso, come ad esempio capita ai cani che frequentano lo stesso dogsitter spesso. Quello che succede è che i cani si sentono parte di gruppo, più o meno stabile, che porta generalmente a chiudersi in se stesso volendo tendenzialmente “chiudere fuori” altri cani che possano avvicinarsi. Spesso, un cane insicuro trae sicurezza dal gruppo, quindi “si azzarda” a mostrare più forza quando c’è il resto del branco di quella che tirerebbe fuori se fosse solo. Anche il singolo cane che incontra un intero branco (diciamo dai 2 in su) tende a essere meno “presuntuoso” rispetto a quando incontra un cane da solo, perché si rende conto che è in una situazione di svantaggio. Qualche volta i cani piccoli, fungono da “sentinella” grazie al loro udito fine e alla loro indole: i cani come i Pinscher, appunto, sono stati selezionati proprio per segnalare la presenza di estranei con l’abbaio, affinché poi i cani più grandi potessero occuparsi della questione; quindi è molto frequente vedere il cane piccolo del gruppo fare una piccola corsa in avanti verso l’avventore, abbaiare furiosamente, finché i cani più grandi intervengono. Se il piccolo è solo, è più difficile che metta in atto questo comportamento, così come i cani più grandi possono non intervenire se nessuno segnala.

Le dinamiche di gruppo, o di branco, sono molto sottili ma possono essere anche molto articolate; il problema è che spesso, il cane esterno al gruppo può non rendersi conto che questi cani fanno parte di un gruppo precedentemente formato e stabile e rischiano di faticare a comprendere il perché qualche volta qualcuno si metta in mezzo in difesa magari di qualcun altro. Ad esempio, in un’area cani, se ci sono 5 cani da cui 2 della stessa famiglia, come dici giustamente tu, questi tenderanno a spalleggiarsi e difendersi vicendevolmente se un sesto cane entra nel recinto e si mostra magari irruente verso uno sei due. Ora, a questo punto il secondo cane (ma non gli altri 3 presenti) interverrà in difesa del cane sotto pressione, ma il cane che è entrato da poco non avrebbe mai potuto prevedere questo intervento, non sapendo che i due fanno parte dello stesso gruppo.

Insomma, le possibilità sono infinite, ma che le dinamiche di branco si creino tra cani che fanno parte di gruppi stabili è innegabile e va tenuto in considerazione soprattutto in ottica di lasciare i cani liberi in luoghi dove potenzialmente si incontrano cani estranei.

Oltretutto, ciascun cane di famiglia deve avere la possibilità di avere dei momenti solo per sé insieme agli umani, quindi io raccomando sempre di trovare il tempo e il modo di fare passeggiate e attività anche individuali, perché ciascun soggetto possa sviluppare la sua individualità e personalità indipendente dall’altro cane; una relazione simbiotica e di codipendenza non è infatti sana, nei cani come negli umani. So che questo implica molto impegno, ma è qualcosa che infatti dovrebbe essere tenuto presente da chi ha un cane e decide di prenderne un altro!

Se questi consigli non dovessero essere sufficienti a risolvere il problema, chiedete supporto a un professionista che vi indicherà la strada in base al caso specifico perché naturalmente ogni cane è a sè e ogni famiglia anche, quindi ogni volta esistono strategie che funzionano per ciascuna situazione e talvolta ciò che funziona per qualcuno non funziona per altri!

Anna Randazzese *

* Laureata in psicologia e Istruttrice Cinofila, lavora sul territorio di Monza e Brianza con attività individuali e collettive, proponendo percorsi di educazione e riabilitazione comportamentale a tutti i tipi di cani, dai cuccioli appena arrivati a casa a cani adulti con problematiche comportamentali anche complesse. Potete visitare il suo sito web www.aseizampe.com o visitare la pagina facebook Aseizampe.