I cani e il capodanno: consigli pratici

I cani e i botti di capodanno. Risponde la dottoressa Anna Randazzese, Istruttrice Cinofila.
Cane Rubrica A Sei Zampe tatone ha paura - foto Pixabay
Cane Rubrica A Sei Zampe tatone ha paura – foto Pixabay


Buongiorno, in questo periodo delle feste mi sono accorto che il mio cane, un meticcio di 18 mesi, ha molta paura dei botti, che iniziano già a sentirsi. Non so come fare per il 31, vorrei aiutarlo il più possibile. Grazie dei consigli, Luigi

Buongiorno Luigi, il problema della paura dei botti è molto sentito, soprattutto in questo periodo. Purtroppo, nonostante campagne di sensibilizzazione, non molti comuni li hanno vietati e, anche se lo hanno fatto, ahimè qualcuno che non segue le regole c’è sempre.

Una buona cosa da fare innanzitutto, come sempre, cambiare prospettiva: per il cane quel genere di rumori è difficilmente comprensibile. Per lui è qualcosa di ignoto, oltre che di spaventoso, ed è questo il motivo per cui le reazioni possono essere anche di puro panico.

Nella maggioranza dei casi, la paura dei botti (e dei temporali, che spesso vanno di pari passo) emerge dopo l’anno di vita del cane; questo indipendentemente da esperienze negative fatte in precedenza: questo significa che, per quanto possiamo proteggere il cucciolo ed evitare in assoluto esperienze negative legate a rumori di questo tipo, questa paura può presentarsi nel cane adulto. Ciò non implica, naturalmente, che quando il cane è cucciolo non dobbiamo fare attenzione, perché le esperienze negative possono acuire il problema o farlo emergere anche prima dell’anno, ma solo che la protezione non è una garanzia.

Alcune razze sono geneticamente portate a questo tipo di problema, come i pastori conduttori, ma anche in questo caso non c’è alcuna certezza.

La paura poi può mostrarsi a vari livelli e avere diversi gradi di intensità: alcuni cani sono irrequieti, possono tremare o ansimare, solo nei minuti in cui si sente il rumore, altri possono volersi rintanare nella doccia, sotto il letto o in taverna. Nei casi più gravi il cane va in un panico totale, caratterizzato da scialorrea (perdita di grandi quantità di saliva), tachipnea (respiro affannoso come se avesse fatto una corsa), tachicardia (battito accelerato), deiezioni inappropriate (feci e urina anche incontrollate), cerca magari di sfuggire sbattendo sui mobili, rompendo oggetti e rischiando di ferirsi, cerca di scappare dal giardino per correre a perdifiato senza meta e rischiando di essere investito. Alcuni cani impiegano giorni a riprendersi da questi shock e vivono uno stato catatonico in cui ogni stimolo sembra non avere alcun risultato, il cane non mangia, non beve e non sporca, si rifiuta di uscire. Alcuni soggetti muoiono di infarto, soprattutto se già in avanti con l’età o se esposti allo stimolo senza possibilità di proteggersi (ad esempio se vicini a dove vengono sparati i botti). E’ ormai noto infatti che non solo i cani, ma moltissimi animali anche selvatici muoiono in queste circostanze.


Cosa si può fare dunque per aiutare il più possibile i nostri amici cani? Ecco alcuni consigli:

– La soluzione migliore è andare con loro in zone lontane da dove plausibilmente si udiranno i botti, tenendo presente che il cane ha un udito ben più sviluppato del nostro quindi il posto deve essere molto isolato.

– Facciamo fare una bella passeggiata finché c’è luce in aperta campagna il giorno del 31 così il cane sarà appagato e più rilassato per poter affrontare la serata.

– Teniamo i cani chiusi in casa, assolutamente non lasciamoli fuori all’aperto!

– Non lasciare il cane da solo in casa

– In casa chiudiamo le persiane e teniamo la tv o la musica accesa ad un volume un pochino più alto del normale, così da confondere i rumori che arrivano da fuori

– Mostriamoci sicuri e rilassati, non trasmettiamo al cane la nostra ansia per la situazione perché questo non lo aiuterebbe

– Siamo empatici al contempo però: non ignorniamo il cane, cerchiamo di fargli capire che lo vediamo e gli siamo vicini quando si mostra impaurito lasciamo che scelga la soluzione che lo fa stare meglio: se preferisce nascondersi da qualche parte in casa lasciamolo fare, magari stando vicino a lui, ma senza cercare di forzarlo a uscire dal nascondiglio

– Ci sono dei prodotti naturali che possono essere di supporto, come i fiori australiani o i fiori di Bach ad uso animale (su questo se cercate su internet trovate indicazioni sulla somministrazione)

– La Thundershirt, una specie di cappottino elastico che va fatto indossare al cane nei momenti difficili, aiuta nella maggior parte dei casi a calmare il cane e a farlo sentire più al sicuro

– Se ne ha piacere ed è abbastanza lucido, proporre al cane qualche minuto prima della mezzanotte qualcosa da masticare o qualche gioco di intelligenza (come semplici rotoli di carta igienica all’interno dei quali avremo messo un piccolo pezzettino di cibo) perché si concentri su quello e si distragga

Quando siamo consapevoli che il nostro cane vive davvero male questo genere di situazioni è fondamentale, oltre a stare davvero attenti e mettere in atto tutto ciò che possiamo per farlo stare meglio, un’ottima idea è chiedere a un Medico Veterinario esperto in Comportamento di aiutarvi a trovare la soluzione giusta, anche con eventuale supporto farmacologico. Ricordatevi che i traumi come questi possono sfociare in fobie di vari livelli per cui il problema potrebbe trascinarsi per molto tempo, non è purtroppo sempre detto che finita la serata il cane torni quello di prima.


Anna Randazzese *


*

Laureata in psicologia e Istruttrice Cinofila, lavora sul territorio di Monza e Brianza con attività individuali e collettive, proponendo percorsi di educazione e riabilitazione comportamentale a tutti i tipi di cani, dai cuccioli appena arrivati a casa a cani adulti con problematiche comportamentali anche complesse. Potete visitare il sito web

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