L’editoriale del direttore Marco Pirola: “Le scadenze sospese e i voli pindarici: tra coincidenze curiose e richieste d’arresto, Il Cittadino resiste con coraggio e memoria”

L'editoriale del direttore Marco Pirola pubblicato sul Cittadino del 22 gennaio 2026.
Editoriale giornalismo – Image by freepik
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Finalmente in scena. Puntuali come le tasse, le rondini e certe coincidenze che, guarda caso, arrivano sempre nei giorni giusti. C’è chi riscopre il calendario come se fosse un oracolo. Chi sfoglia l’agenda giudiziaria come un bestseller. E chi, con esercizi degni di un ginnasta olimpico, tenta di girare la frittata senza farla schizzare sul pavimento. Noi, intanto, continuiamo ostinatamente a fare il nostro mestiere: leggere le carte, annotare le date, raccontare i fatti. E sì, proprio mentre ci stavamo impegnando ad equilibrismi da circo amministrativo, è arrivata la richiesta di arresto per l’editore che vive da due anni a Dubai. Come dire: tra voli pindarici e voli aerei, qualcuno resta con i piedi per terra. Noi.

Hanno aspettato una scadenza per l’ormai “annuale visita pastorale” della Finanza. Una di quelle iniziative che, qualcuno dice stranamente, capitano prima di passaggi cruciali. Come la decisione sulle sorti de Il Cittadino. Tranquilliziamo i gufi. Il Tribunale ha concesso altri 4 mesi. Oltre a quelli già passati e giudicati positivamente. Proroga per capire se Il Cittadino potesse stare in piedi da solo. Ad oggi la risposta è sì. Certo la richiesta degli arresti per il nostro ex amministratore unico (è stato fatto un cambio una settima fa) non favorisce il clima. Ma siamo abituati a ben altro. Qualche sponsor fa l’indiano girandosi dall’altra parte aspettando tempi migliori (eufemismo). Ma a giudicare dalle telefonate ricevute martedì, sono in minoranza.

Dettaglio noioso, certo, ma decisivo. Sono quelle fastidiose piccole cose che rovinano le grandi narrazioni. Segno evidente, invece, di una volontà precisa: far sopravvivere Il Cittadino, giornale storico con nuove risorse e altri quattro mesi di amministrazione controllata affrontati senza scorciatoie, senza magie e senza prestigiatori. Il percorso regge, il piano c’è, i conti tornano più di quanto qualcuno sperasse non tornassero. A questo punto dell’articolo un gesto scaramantico è d’obbligo.

Nel frattempo, mentre fuori si alza il frastuono, dentro parlano le carte. E le carte, si sa, sono meno inclini all’ironia, ma molto più affidabili. Il piano concordatario è stato depositato nei termini, i creditori non vengono danneggiati e le misure protettive sono prorogate fino al 15 maggio 2026. Tutto scritto, tutto agli atti. Ma siccome la realtà, da sola, a volte non basta, ecco che torna il repertorio già visto. Un anno e mezzo fa ci avevano provato con la bancarotta a metterci in ginocchio. Gli è andata male. Passaggio pesante, effetto drammatico, sipario rosso. Oggi il copione è cambiato: la bancarotta è passata in secondo piano dopo le figuracce rimediate e, miracolosamente, la frittata viene girata. L’accusa diventa più leggera, quasi dietetica: falso ideologico, corruzione e poco altro. Poco altro, si fa per dire…

Richiesta legittima, per carità, ma che si inserisce in un contesto che definire “tempisticamente curioso” sarebbe un esercizio di moderazione linguistica. Coincidenze, appunto. Chiamatele come volete. Noi, però, le notizie abbiamo continuato a darle. Anche quando qualcuno sperava nel silenzio, o almeno in un abbassamento di voce.
E, mentre altri scrivono cronache senza volto e senza anima, Il Cittadino resiste, perché sa che le notizie vere hanno bisogno di mani che non tremano, di occhi che non chiudono e di coraggio che non vacilla. Non è solo carta e inchiostro: è memoria, testimone, difensore di chi cerca verità e trasparenza. Come il leone del ponte continua a ruggire nonostante gli acciacchi, anche noi andiamo avanti…

L'autore

Marco Pirola fu Arturo. Classe 1962, quando l’Inter vinse il suo ottavo scudetto. Giornalista professionista cresciuto a Il Giornale di Montanelli poi approdato su vari lidi di carta e non. Direttore del settimanale L’Esagono prima e di giornali “pirata” poi. Oggi naviga virtualmente nella “tranquillità” (si fa per dire…) dei mari del sud come direttore responsabile de Il Cittadino.