L’intervista: Daniela Santanché a Monza per Allevi. «Guardiamo alle cose che uniscono»

La coordinatrice regionale del partito di Giorgia Meloni ha fatto visita al mercato cittadino in mattinata.
Daniela Santanché, al centro, con Mario Mantovani, Marco Meloro e i militanti di Fratelli d’Italia

Il giovedì, a Monza, è tradizionalmente giorno di mercato. Ma, in questa settimana particolare, è anche la penultima giornata di campagna elettorale prima del turno di ballottaggio delle elezioni amministrative. Tra i dirigenti di entrambi gli schieramenti, centrodestra e centrosinistra, che hanno fatto capolino nella città di Teodolinda per una passeggiata tra le bancarelle c’era anche Daniela Santanché, accompagnata da Marco Meloro e dall’ex vicepresidente di Regione Lombardia Mario Mantovani. La coordinatrice regionale di Fratelli d’Italia non ha infatti voluto far mancare il suo supporto al primo cittadino uscente, Dario Allevi.

Senatrice, il centrodestra a Monza si presenta al secondo turno con un vantaggio, sulla carta, notevole. Ma la partita dei ballottaggi è sempre complicata…

«Sicuramente dobbiamo impegnarci tutti fino all’ultimo minuto. Il ballottaggio è un’altra partita. Anche l’altra volta Allevi vinse al secondo turno, questo fa ben sperare, ma non deve farci sedere sugli allori, è un ‘match’ che non è ancora finito».

Fratelli d’Italia al primo turno ha raccolto un risultato importante rispetto a quanto ottenuto cinque anni fa. Di chi è il merito di questo successo?

«Il merito è sicuramente di tutti i dirigenti del territorio, dal coordinatore provinciale al presidente del circolo monzese passando per i militanti e la squadra che è stata messa in piedi a Monza. Noi d’altronde siamo un movimento politico che da molta importanza al territorio, perché si cresce se le fondamenta sono solide. Io come coordinatrice regionale sono orgogliosa del gruppo che si è creato a Monza e in tutta la Brianza, perché anche negli altri comuni abbiamo raccolto risultati importanti».

Con questi risultati è naturale che il peso politico di Fratelli d’Italia aumenti nei consigli comunali. Questo significa che aumenterà anche nelle giunte?

«Noi chiediamo dignità politica. Non ne abbiamo mai fatto una questione di poltrone, ne facciamo invece una questione di merito. In una giunta è necessario che ci sia gente preparata, che sa quello che deve fare. Perciò noi puntiamo a questo, poi è evidente che la crescita esponenziale che abbiamo avuto in tutta la Brianza ci mette in alcuni casi come primo partito della coalizione. Come dice sempre Giorgia Meloni la coalizione è un valore, nel cuore degli italiani c’è il centrodestra unito. Per gli assessorati vedremo, ora pensiamo a vincere».

A Monza sono emersi, all’interno della lista, tanti giovani.

«Una nazione che non punta sui giovani non ha futuro, allo stesso modo un partito che non punta sui giovani. Ma non basta parlare di giovani, noi vogliamo giovani preparati e capaci. E li abbiamo. Il giovanilismo venduto un tanto al chilo non mi piace, così come quando si parla di donne. Ecco, noi vogliamo donne e giovani se sono capaci».

Capitolo apparentamenti: al secondo turno la coalizione di centrodestra avrà con sé una lista civica che si era presentata al primo turno con un programma alternativo a quello presentato dall’amministrazione uscente. Può essere un problema?

«Credo che questa alleanza sia stata molto importante. Bisogna guardare, in questi casi, alle cose che uniscono, non a quelle che dividono. Quando si entra a far parte di una squadra le scelte si fanno insieme e soprattutto con buonsenso, perché noi non rinunciamo a quelli che sono i nostri ideali e i nostri valori. Al proposito come Fratelli d’Italia ci impegneremo fortemente sulla questione rifiuti, che è un tema spinoso per Monza. Anche se è stato fatto molto bisogna fare di più, anche per quanto riguarda la pulizia della città. Allevi è stato bravissimo, adesso in questa seconda consiliatura deve mettere a punto le cose che possono essere fatte meglio e io sono certa che sarà così».

Fratelli d’Italia ha attualmente l’Assessorato allo Sport. E parlando di sport non si può fare a meno di parlare della promozione del Monza in Serie A. Pensa che possa aiutare l’Amministrazione uscente?

«Quello del Monza è stato davvero un risultato clamoroso e il merito va a Silvio Berlusconi e Adriano Galliani per aver saputo interpretare una squadra di calcio. Sembrava impossibile portare il Monza in Serie A e invece Berlusconi ci è riuscito e credo che per tutti i monzesi sia stata una grande gioia».

Al contrario degli altri partiti di centrodestra, voi vi ponete all’opposizione del Governo Draghi, che ha vissuto e vive ore complesse. Cosa pensa di quanto è accaduto al Movimento Cinque Stelle?

«Penso che sia stata una cosa schifosa, davvero. Ricordiamo tutti quando Di Maio, citando l’articolo 160 della Costituzione portoghese, chiedeva il vincolo di mandato per i parlamentari. Oggi, visto che per una regola del suo partito non si sarebbe più potuto ricandidare, stante il limite dei due mandati, è invece lui a cambiare casacca. L’unica cosa positiva è che, dopo quanto avvenuto, il Movimento Cinque Stelle è destinato a sparire.».