Il progetto del prolungamento della metropolitana M5 a Monza, in via Grigna, non è più sui tavoli dei tecnici del ministero delle Infrastrutture guidato da Matteo Salvini: pochi giorni prima di Natale i funzionari romani hanno girato gli incartamenti ai loro colleghi del dicastero dell’Economia che, afferma il sindaco Paolo Pilotto, dovranno «risolvere le ultime questioni».
La palla è passata, quindi, a un altro leghista: Giancarlo Giorgetti, che dovrebbe conoscere bene la portata che il completamento della linea 5 avrebbe non solo nell’agevolare gli spostamenti da Monza a Milano.
Metro M5 a Monza, il progetto passa al ministero dell’Economia: dopo il 27 giugno
Eventuali problemi non dovrebbero essere legati a quell’euro mancante su cui da un mese (dopo i conti del Cittadino) più di un brianzolo sorride: «Saremo tutti attenti a non farlo diventare il granello in grado di inceppare gli ingranaggi – commenta il primo cittadino – sono fiducioso perché negli ultimi sei mesi, a partire dall’incontro con il ministro Salvini in cui il 27 giugno a Roma è stata confermata l’importanza di tutte le undici fermate, il territorio si è mosso in modo compatto». Dalla scorsa primavera la mobilitazione per portare la linea lilla da Bignami al polo istituzionale è stata sostenuta da tutti gli schieramenti politici, dalle associazioni produttive, dai sindacati e dai responsabili delle aziende sanitarie.
«Il Governo, la Regione e i quattro comuni interessati dalla tratta hanno condiviso con grande correttezza tutto il percorso – aggiunge il sindaco Pilotto – se nel giro di qualche settimana arriverà il via libera dal Mef a marzo potrebbe essere pubblicato il bando che potrebbe essere assegnato» entro la fine del 2026 alle imprese che scaveranno le gallerie sotto Bresso, Cinisello Balsamo e Monza, a partire dalla fermata Bignami di Milano.
Metro M5 a Monza, il progetto passa al ministero dell’Economia: talpe in azione a metà 2027? Ecco perché
In quel momento il Comune di Milano potrà sottoscrivere con lo Stato l’atto giuridicamente vincolante. Dalla firma dei contratti all’apertura dei cantieri potrebbero trascorrere circa sei mesi, necessari a organizzare gli aspetti logistici e a svolgere le operazioni preliminari all’avvio dei lavori.
«Le talpe – ipotizza il sindaco – potrebbero entrare in azione attorno alla metà del 2027». L’amministrazione, prosegue, nei prossimi mesi inizierà a ragionare sul piano con cui garantire la tenuta della viabilità per tutta la durata dell’intervento che, secondo le previsioni più ottimistiche, dovrebbe protrarsi fino al 2031.
«Dovremo capire quali soluzioni adottare per far convivere senza troppi disagi i cantieri con i residenti nei quartieri toccati dal tracciato – riflette il primo cittadino prefigurando gli inevitabili disagi futuri – dovremo anche valutare» come sostenere i commercianti che rischieranno di vedere crollare gli incassi in quanto i loro negozi potrebbero diventare difficilmente raggiungibili a causa dei lavori.
«Prima di definire le azioni – anticipa Pilotto – ci affideremo anche all’esperienza del Comune di Milano che da cinquant’anni realizza metropolitane e scava gallerie».