Sarò sincero (Carlo Monguzzi)

Leggere, scrivere e comunicare. Leggere per conoscere, comprendere, migliorarsi. Scrivere per talento, mestiere, diletto. Scrivere soprattutto per raccontare e per raccontarsi.

di Carlo Monguzzi
Mercoledì 24 Maggio 2017

Unione Commercianti, sette sindaci alla prova del nove

Unione Commercianti ha fatto la sua parte. Sette sindaci avrebbero dovuto dibattere di Commercio cittadino e di tutte le tematiche che ne circondano l’esistenza. Esistenza che fino a prova contraria è uno dei perni della società monzese, dell’immagine cittadina e da sempre parte rilevante delle entrate comunali. Purtroppo non erano in sette e secondo, pur con l’attenuante dei soli tre minuti a disposizione per ogni domanda che è stata posta, nessuno di loro “ha bucato la vetrina del commercio”.

 

Se ti presenti ad un’incontro con i Commercianti, deve conoscere a menadito dicommercio cittadino e non devi dire che la Gdo e il commercio di vicinato, al dettaglio, devono convivere. Stai parlando di cose che si raccontano su Marte. Quando i commercianti ti parlano di parcheggi tu devi avere già in testa, perchè sei preparato, l’indirizzo che darai alla tua Giunta. Quando ti si parla di mercato in P.zza Trento tu gli dici che di lì non se ne andranno e che loro sono importantissimi per la città e per i cittadini. Diversamente spieghi le alternative. Se sei preparato, chi vuoi ti castighi?

Erano anni che non assistevo ad un dibattito pubblico per ambire alla carica di primo cittadino. Ricordo che per accattivarsi i voti, una volta si dribblavano le domande. Uno ti diceva una cosa e tu portavi la risposta su quel che volevi tu, fino a meravigliare il pubblico che fino a prova contraria voleva conoscere il tuo “cosa farai”. Li in sala Maddalena si parlava di Commercio. In sede fissa e ambulante. E la gente cercava un leader da votare. Ti prego di non chiedermi che cosa faranno. Non l’ho capito. Ma metto le mani avanti. Il lento a capire, l’ottuso sono io e lì tutti hanno capito il futuro del commercio cittadino. 

Non ho capito la soluzione sulle chiusure dei negozi. Ma se il pensiero è quello di convivere coi super, la vedo dura. Se ti spingi in periferia, dove i super abbondano e i negozi di vicinato chiudono, non puoi raccontare che hai un’idea come a Chicago o a Manhattan. Qui siamo a San Rocco, San Fruttuoso, Cederna, S. Albino, San Giuseppe, Triante, San Carlo. Casignolo, la Bettola e via di questo passo. Non è che domani ci tocchi e noi evolviamo in qualcosa di sconosciuto. Noi sul pezzo ci siamo, ma ce la dovete raccontare la vostra idea.  L’idea del commercio cittadino è un progetto che passa trasversalmente fra tutti noi. Non è di destra e non è di sinistra e non è solo un problema per “il centro”. 

 

Alla domanda “del lento a capire”, sull’arrivo della metropolitana e di una città accartocciata su se stessa e quale futuro ci prospettate … “Eeeeeeh! La metropolitana!”. Esclamazione sbagliata. I commercianti sono interessati a capire che fine farà il commercio cittadino con l’arrivo della Metropolitana. Non la vedo negativa, ma per vederla positiva devono avere “la certezza” che sui terreni del triangolo Casignolo, San Fruttuoso, Bettola e del Comune di Cinisello Balsamo non apriranno nei prossimi anni una moltitudine di Centri Commerciali. Sbaglio? I Commercianti vogliono capire – oggi! – la bontà di un progetto viabilistico e commerciale globale. Parlo di una semplice proposta. Un progettino piccolo piccolo. Minuscolo. Ma non è emerso nemmeno quello. Politicamente tutti bravissimi, anche quelli che non c’erano. Anzi soprattutto loro.

 

 

 

 

 

di Carlo Monguzzi

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