Sarò sincero (Carlo Monguzzi)

Leggere, scrivere e comunicare. Leggere per conoscere, comprendere, migliorarsi. Scrivere per talento, mestiere, diletto. Scrivere soprattutto per raccontare e per raccontarsi.

di Carlo Monguzzi
Lunedì 24 Aprile 2017

Leggi,i libri ti fanno sentire meno solo

Leggere è una delle avventure della vita. Lo fai ovunque, lo fai essendo chiunque, cercando di scoprire tutto ciò che è del mondo. Leggi per amore, per conoscere, per credere, per capire. Per rabbia, per affetto, per la storia. La tua, di quelli che ti hanno preceduto, per comprendere dove stai andando e dove vanno quelli vicino a te. Letture piccole, grandi, a volte incomprensibili. Che ti portano a leggere altro, a ricercare libri perduti, scritti che fino a quel momento ritenevi inesistenti. Libri che parlano di cose ovvie, che tu non scriveresti mai, che ti aprono a quelle profondità della vita che tu pensavi inesistenti. Leggere da solo. Rannicchiato in un angolo di una stanza. Nascosto. In compagnia, per confrontarsi sul perchè dell'esistenza, di quella miriade di parole e di concetti, che assorbiamo come spugne e rilasciamo a poco a poco. Nei nostri incontri, nel discorrere, nel parafrasare il nostro sapere. Parole,frasi e concetti che richiamiamo per apparire sapienti e che fino a quel momento non sapevamo nemmeno di ricordare. Affiorano. Ci escono dalla bocca come pensieri alto sonanti, che nemmeno intendiamo. Parliamo come se avendo incubato migliaia e migliaia di parole, ce ne dovessimo liberare perchè zeppi. Perchè prima o poi tutto il pigiato esplode.

Autori su autori, titoli su titoli, lanci e rilanci editoriali a più non posso. Autori famosi. Altri partoriti in cantina, che risalgono alla luce per scherzo. " Vediamo un pò cosa succede,se sono bravo come dice Alice". Se tocchi l'anima del lettore, la coscienza dell'erudito. L'interesse dello scopritori di talenti. E poi l’editor di turno. Puoi diventare famoso. Per un giorno o anche una vita.

E io leggo. Leggo e rileggo. Leggo di tutto. Roba piccola, grande. Complicata. A cui si è fatta la recensione del momento. Adoro i brevi saggi. Non ho autori preferiti a tutti i costi. Richio gli acquisti. Mi soffermo ad una prelettura. Viaggio d'istinto. Ma non butto libri. Li conservo. Li dispongo, non bene, nelle mie librerie. In modo disordinato. Quando li cerco per riprendere una lettura ci metto una vita. E mi destreggio fra la casa che ho lasciato e la libreria che ho acquisito dopo sposato. Il box che contiene scatole colme di libri, in attesa della prossima libreria. Scatole che puntualmente apro e in cui ricerco il libro “non so cosa”. Ho anche libri che parlano. Quelli a cui sono affezionato e che mi chiamano quando passo. Mi cercano. Mi chiedono di aprirli. Come Sandokan,la tigre di Mompracem. Un pò come Il Piccolo Principe, come le Confessioni di Sant'Agostino. Libri che parlano dell'esistenza, dell'amore, della filosofia. Che mi hanno fatto sognare.  Storia, politica, società. Scienza. Medicina. Ho l'opera omnia di Sant'Agostino. Sono affascinato. Da sempre. Per acquistarla feci i debiti. Ho fra i miei libri un bellissimo volumetto in carta pergamena delle Confessioni di Sant'Agostino di qualche centinaio d'anni dove in trasparenza, in ogni pagina, vi è stampigliato il lavoro dei monaci benedettini dell'epoca. Ho un'intera collezione di breviari. Raccolti nei momenti dell'apice passionario. Ho la rilegatura di OP ( Opinione Politica di Mino Pecorelli,ucciso perchè ne sapeva troppo). Giravo per mercatini alla ricerca di libri noti e meno noti. E poi scrittori moderni. Ammaniti, Magris, Camilleri. L'amatissimo Sartori. Il pesantissimo Eco. E i libri di David Foster Wallace? La superdescrittiva Rosamunde Pilcher. Poi i classici. Io non li ho letti a scuola. Ma sdraiato nei prati del parco. In viaggio con la moto. In metropolitana. Sul bus. In attesa dal medico. Fra un dibattito politico e l'altro. Sul treno. Sui treni! In stazione,la libreria, ad ogni viaggio è un libro da acquistare. Un rito. Tappa fissa e a volte treno perso.

E cosa dire dei tre libri scritti da me, ben posizionati nel cassetto della scrivania? Un gioco simpatico per esserci fra le mille parole degli altri.  Ma mai e poi mai riuscirei a stare senza leggere. Senza sentire il fruscio delle pagine ripiegate a sinistra, mentre a destra tutto diventa più interessante,coinvolgente, appassionante.

 

 

di Carlo Monguzzi

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